Il mito di Étaín e Midir, uno dei racconti più raffinati della mitologia irlandese, narra la storia d’amore tra il dio Midir, membro dei Tuatha Dé Danann, e la mortale Étaín, capace di attraversare più vite e trasformazioni successive prima di ricongiungersi al proprio amante divino, in una vicenda che intreccia gelosia, magia e rinascita.
Midir, già sposato con la potente Fúamnach, si innamorò perdutamente di Étaín e la prese come seconda moglie, provocando la furiosa gelosia della prima consorte: Fúamnach, esperta di magia, trasformò Étaín dapprima in una pozza d’acqua, poi in un verme e infine in una splendida farfalla purpurea, condannandola a vagare per l’Irlanda portata dal vento per sette lunghi anni, incapace di riprendere forma umana a causa dell’incantesimo.
Dopo innumerevoli peripezie, la farfalla in cui Étaín era stata trasformata cadde infine in una coppa di vino che stava per essere bevuta dalla moglie di un guerriero irlandese; la donna, ingoiando inconsapevolmente la farfalla, rimase incinta e diede alla luce una bambina che fu chiamata anch’essa Étaín, rinata come essere umano del tutto privo di memoria della propria esistenza precedente accanto a Midir, e destinata a crescere fino a diventare la sposa del sommo re d’Irlanda Eochaid Airem, con corte presso Emain Macha.
Molti anni dopo, Midir, non avendo mai dimenticato il proprio amore per Étaín, la rintracciò a corte e tentò di riconquistarla, prima con doni e poi con un’abile sfida a scacchi contro il re Eochaid, riuscendo infine, secondo una delle versioni tramandate del racconto, a farla volare via con sé trasformando entrambi in cigni, per ricongiungersi definitivamente nel proprio regno soprannaturale: la vicenda di Étaín, tramandata anche in testi correlati al ciclo mitologico raccolto nel Lebor Gabála Érenn, è considerata uno degli esempi più compiuti del tema della reincarnazione e dell’amore capace di attraversare più esistenze nella tradizione narrativa irlandese medievale.
Il racconto di Étaín e Midir viene spesso avvicinato da studiosi comparatisti ad altri miti indoeuropei di amanti separati da una trasformazione e infine riuniti oltre i confini della mortalità, ma si distingue per l’insistenza con cui la memoria e l’identità della protagonista vengono cancellate e poi ricostruite attraverso più cicli di rinascita, un elemento che riflette concezioni celtiche più ampie sulla permeabilità del confine tra il mondo umano e quello del Síd, la dimensione soprannaturale abitata dai Tuatha Dé Danann dopo la loro sconfitta nella Seconda Battaglia di Mag Tuired.
Il Síd e Tír na nÓg: la geografia del sovrannaturale irlandese
Il regno in cui Midir e Étaín si ricongiungono definitivamente appartiene alla vasta categoria del Síd, i tumuli e le colline cave che nella tradizione irlandese fungono da soglie d’accesso al mondo sovrannaturale abitato dai Tuatha Dé Danann dopo la loro sconfitta. Tra i regni più celebri di questa geografia immaginaria figura Tír na nÓg, l’isola dell’eterna giovinezza situata oltre il mare occidentale, dove il tempo scorre secondo leggi diverse da quelle del mondo umano: un dettaglio non secondario, dato che proprio l’alterazione del tempo e della memoria è il tema portante dell’intera vicenda di Étaín, sospesa per secoli tra trasformazioni, rinascite e amnesie prima di poter finalmente riconoscere il proprio amore originario.
Tochmarc Étaíne: il racconto e la sua trasmissione manoscritta
Nella tradizione medievale irlandese il racconto porta il titolo di Tochmarc Étaíne, letteralmente “Il corteggiamento di Étaín”, ed è conservato in una delle sue versioni più complete nel Lebor na hUidre, il “Libro della Vacca Bruna”, il più antico manoscritto miscellaneo superstite in lingua irlandese, trascritto attorno al XII secolo da monaci del monastero di Clonmacnoise a partire da fonti orali e testuali più antiche. La compresenza in un unico codice di racconti mitologici, genealogie regali e testi religiosi cristiani testimonia come i copisti medievali percepissero questi materiali non come folklore residuale da sopprimere, ma come patrimonio storico e letterario degno di essere preservato accanto alla nuova fede.
