Periodo storico
Attestato dal Nuovo Regno, XVI-XI secolo a.C., con radici più antiche
Fonti
Libro per abbattere Apopi (Papiro Bremner-Rhind); Libro delle Porte; Libro dell'Amduat

La sconfitta notturna di Apopi

Sconfitta di Apopi (tradizione solare egizia)
Il mito della battaglia quotidiana tra il dio solare Ra e il serpente del caos Apopi durante il viaggio notturno della barca solare attraverso la Duat.

Il mito della sconfitta notturna di Apopi racconta la battaglia quotidiana che, secondo la religione egizia, il dio solare Ra era costretto a combattere ogni notte durante il suo viaggio attraverso il mondo sotterraneo della Duat, per difendere l’ordine cosmico dall’assalto del serpente del caos Apopi, nemico primordiale della luce e della vita stessa.

Secondo la tradizione tramandata nei testi funerari e negli inni solari, ogni sera, al calare del sole, la barca solare di Ra lasciava il cielo per addentrarsi nelle dodici regioni oscure della Duat, corrispondenti alle dodici ore della notte, ciascuna popolata da divinità, demoni e anime dei defunti; ad attendere l’imbarcazione divina in uno dei punti più pericolosi del tragitto si trovava sempre Apopi, un gigantesco serpente capace di ipnotizzare con il proprio sguardo e di prosciugare le acque del fiume sotterraneo con un solo grido, nel disperato tentativo di inghiottire il sole e sprofondare il mondo nell’oscurità eterna.

Per respingere l’assalto di Apopi, l’equipaggio della barca solare, composto da numerose divinità tra cui spiccava il dio Seth armato di lancia, doveva combattere il mostro con armi magiche e incantesimi rituali, trafiggendolo, incatenandolo e infine smembrandolo, solo perché il serpente si ricomponesse puntualmente la notte successiva, pronto a rinnovare l’eterno assedio contro l’ordine cosmico: questa battaglia, mai definitivamente vinta né perduta, rifletteva la concezione egizia della lotta tra Maat, il principio dell’ordine e della verità, e Isfet, il principio del caos, come tensione perenne piuttosto che come conflitto risolvibile una volta per tutte.

Il culto legato alla sconfitta di Apopi non si limitava alla sola dimensione mitologica ma si traduceva anche in pratiche rituali concrete: i sacerdoti egizi recitavano quotidianamente formule magiche contenute nel cosiddetto Libro per abbattere Apopi, spesso accompagnate dalla distruzione rituale di immagini cerate del serpente, nella convinzione che i riti umani officiati sulla terra contribuissero attivamente, insieme alla lotta divina, a garantire che il sole sorgesse puntualmente ogni mattina all’orizzonte orientale.

Alcuni testi funerari, come il Libro delle Porte e il Libro dell’Amduat, arricchiscono ulteriormente il racconto descrivendo come, subito prima dello scontro decisivo, le acque del fiume sotterraneo venissero prosciugate da Apopi stesso per bloccare l’avanzata della barca solare, costringendo gli dèi dell’equipaggio a un ulteriore incantesimo per farle rifluire; questo dettaglio narrativo, ripetuto con piccole variazioni in diverse versioni del mito, sottolinea come la vittoria di Ra non fosse mai scontata né automatica, ma il risultato di uno sforzo rituale e magico rinnovato ogni singola notte, in perfetta continuità con lo sforzo che i sacerdoti stessi compivano quotidianamente sulla terra recitando le medesime formule.

Dettagli
Sintesi della trama
Varianti del mito
Morale e insegnamento
Tipo di mito
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