Il duello cosmico fra Perun e Veles è il mito centrale ricostruito dagli studiosi per il pantheon slavo pre-cristiano, ricomposto — poiché nessuna fonte medievale lo racconta per intero in un unico testo — attraverso il confronto fra byline, incantesimi popolari, tradizioni folkloriche sopravvissute e paralleli comparativi con altre mitologie indoeuropee dotate di una struttura narrativa analoga.
Nella ricostruzione più accreditata, Veles, sotto forma di serpente o drago, sale dal mondo sotterraneo verso l’alto — talvolta arrampicandosi lungo l’albero cosmico — per rubare il bestiame, le acque o la moglie/i figli di Perun, provocando così la sua ira. Perun risponde scagliando fulmini dal cielo, inseguendo Veles che fugge trasformandosi e nascondendosi di volta in volta dietro un uomo, un animale, un albero o una pietra, finché non viene infine colpito e sconfitto, spesso rifugiandosi sotto una quercia — l’albero sacro di Perun — che viene incenerita dal fulmine finale.
Dalla sconfitta di Veles derivano conseguenze cosmiche precise: le acque che il serpente tratteneva vengono liberate e tornano a scorrere verso la terra, ponendo fine alla siccità, mentre l’ordine — inteso sia come ordine naturale sia come ordine sociale garantito dal potere guerriero di Perun — viene ristabilito, almeno fino al ciclo successivo, poiché il mito non presenta la sconfitta di Veles come definitiva: il dio ctonio sopravvive sempre, pronto a tentare un nuovo furto quando le condizioni lo permettono.
Questa struttura ciclica, piuttosto che lineare, distingue il mito slavo da narrazioni di combattimento del drago concluse con l’eliminazione permanente del mostro: Perun e Veles restano entrambi necessari all’equilibrio cosmico, l’uno come garante dell’ordine dall’alto, l’altro come custode inevitabile della ricchezza, della morte e della trasformazione dal basso, in una relazione di opposizione strutturale più che di semplice bene contro male.
Gli studiosi comparativisti, in particolare Vjačeslav Ivanov e Vladimir Toporov che negli anni ’60 del Novecento ricostruirono sistematicamente il mito attraverso il metodo della ricostruzione comparata indoeuropea, considerano questo duello una delle testimonianze più chiare, in ambito slavo, del più ampio Chaoskampf indoeuropeo, la cui struttura si ritrova — con protagonisti ed esiti locali diversi — dal vedico Indra contro Vritra al norreno Thor contro Jörmungandr, fino al mito ittita di Tarhunna contro Illuyanka.
Tracce indirette di questo duello sopravvivono anche nell’epica cristianizzata: il ciclo di Il’ja Muromec e la sconfitta di Solovej-Razbojnik, così come la lotta di Dobrynja Nikitič contro Zmej Gorynyč, sono state lette da diversi folkloristi come varianti umanizzate e storicizzate dello stesso schema narrativo originario, in cui il ruolo divino di Perun viene assunto da un eroe guerriero mortale al servizio del principe di Kiev, mentre l’antagonista ctonio conserva intatti i tratti draconici e la funzione di minaccia alle acque già propri di Veles.
