Periodo storico
Tradizione delle origini di Roma, 753 a.C.
Fonti
Ab Urbe Condita di Livio; Livio, Ab Urbe condita, I.8-16; Plutarco, Vita di Romolo, 27-28

Romolo

Romulus (latino)
Romolo è il fondatore leggendario e primo re di Roma, figlio del dio Marte e della vestale Rea Silvia; allattato da una lupa insieme al gemello Remo, fondò la città nel 753 a.C. dopo averlo ucciso in una disputa sui presagi.

Romolo è, secondo la leggenda, il fondatore e primo re di Roma, figlio del dio Marte e della vestale Rea Silvia, discendente per parte materna dall’eroe troiano Enea attraverso la lunga stirpe dei re di Alba Longa.

Nato insieme al gemello Remo, Romolo viene condannato a morte alla nascita dal prozio usurpatore Amulio, che teme una profezia sulla propria futura deposizione; abbandonati in una cesta sulle rive del Tevere, i due gemelli vengono miracolosamente salvati e allattati da una lupa, prima di essere trovati e cresciuti dal pastore Faustolo e dalla moglie Acca Larentia. Divenuti adulti, i due fratelli scoprono le proprie vere origini, rovesciano l’usurpatore Amulio e restaurano sul trono di Alba Longa il legittimo nonno Numitore. La coppia di gemelli allevati da una lupa e destinati a un futuro straordinario è un motivo ricorrente in molte mitologie, esaminato in Gemelli mitici a confronto.

Decisi a fondare una propria città nel luogo stesso in cui erano stati salvati, i gemelli si scontrano però su quale dei sette colli scegliere e chi debba darle il nome: consultato l’auspicio degli uccelli, Romolo ottiene il segno più favorevole sul colle Palatino e traccia con l’aratro il solco sacro (pomerium) che delimita la nuova città. Quando Remo, per scherno, scavalca il solco appena tracciato, Romolo lo uccide, pronunciando le parole “così muoia chiunque altro scavalchi le mie mura” — un atto fondativo tanto violento quanto carico di significato per la futura inflessibilità di Roma nella difesa dei propri confini.

Per popolare la nuova città, priva di donne, Romolo organizza il celebre Ratto delle Sabine, invitando le popolazioni vicine a una festa e rapendone le donne per farne spose dei propri cittadini, un gesto che scatena una guerra con i Sabini risolta infine dall’intervento delle stesse donne rapite, ormai mogli e madri, che si frappongono tra i due eserciti in armi. Dopo un lungo regno, Romolo scompare misteriosamente durante una tempesta mentre passa in rassegna l’esercito, e la tradizione lo vuole assunto in cielo e divinizzato con il nome di Quirinus, divinità tutelare del popolo romano in armi.

La scomparsa di Romolo è raccontata da Livio con una franchezza inusuale: durante una rassegna al Campo Marzio una tempesta lo avvolge e non riappare più; il popolo accetta la versione dell’assunzione in cielo come dio Quirino, ma lo storico annota che «alcuni credettero fosse stato fatto a pezzi dai senatori». La duplicità della tradizione — apoteosi o assassinio politico — è precisamente ciò che rende il racconto interessante: la prima morte violenta della storia romana potrebbe essere stata quella del fondatore per mano del senato, e il precedente sarebbe stato letto in chiave sinistra dopo le Idi di marzo.

Il suo governo è presentato come la creazione delle istituzioni: divide il popolo in trenta curie e tre tribù, istituisce il senato di cento patres, apre l’asilo sul Palatino ai fuggitivi delle città vicine e organizza il ratto delle Sabine per procurare mogli alla popolazione. Ciascuno di questi atti risponde a un problema concreto di fondazione — come si ottengono cittadini, mogli, un consiglio — e la sua figura funziona quindi meno come eroe che come legislatore. La discendenza da Marte attraverso Rea Silvia collega la sua legittimità al dio della guerra anziché al più prestigioso Giove.

Questa figura è collegata anche a Remo.

Dettagli
Origine
Figlio del dio Marte e della vestale Rea Silvia; discendente di Enea attraverso i re di Alba Longa
Imprese principali
Rovesciamento dell’usurpatore Amulio; fondazione di Roma tracciando il solco sacro del pomerio; organizzazione del popolo in tribù e senato; il ratto delle donne sabine
Armi e oggetti magici
Destino finale
Scompare durante una tempesta e viene divinizzato con il nome di Quirino
Archetipo
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