Periodo storico
Fonti
Omero, Iliade; Pindaro, Olimpiche

Bellerofonte

Bellerofonte è l'eroe greco che doma Pegaso e uccide la Chimera, ma cade in disgrazia per la propria hybris dopo aver tentato di volare fino all'Olimpo per unirsi agli dèi.

Bellerofonte è, nella mitologia greca, l’eroe corinzio che domò il cavallo alato Pegaso grazie a un morso d’oro donatogli in sogno dalla dea Atena, e che con il suo aiuto sconfisse la temibile Chimera che devastava la Licia.

Prima di questa impresa, Bellerofonte era stato ingiustamente accusato da Antea, moglie del re Preto di Argo, di aver tentato di sedurla dopo che l’eroe aveva respinto le sue effettive avances: Preto, credendo alla calunnia ma riluttante a ucciderlo di propria mano, lo inviò presso il re Iobate di Licia con una lettera che ne chiedeva segretamente la morte.

Sopravvissuto alla Chimera e ad altre prove mortali impostegli da Iobate — incluso uno scontro con le fiere Amazzoni — Bellerofonte dimostra la propria innocenza attraverso il favore divino manifesto nelle sue vittorie, ottenendo infine in sposa la figlia del re e la metà del regno di Licia.

Il successo di Bellerofonte si trasforma però in tragica hybris quando l’eroe, inebriato dalle proprie vittorie, tenta di volare su Pegaso fino all’Olimpo per unirsi agli dèi: Zeus, offeso da tanta presunzione, invia un tafano a pungere il cavallo, che disarciona Bellerofonte facendolo precipitare, condannandolo a trascorrere il resto della vita da solo ed emarginato, monito perenne contro l’eccesso di ambizione umana.

Un eroe nato dal sangue della Gorgone

Il legame tra Bellerofonte e il suo cavallo alato affonda le radici in un’origine ancora più antica: Pegaso nasce infatti dal sangue di Medusa nel momento della sua decapitazione, prima ancora che Bellerofonte riuscisse a domarlo presso la fonte Pirene di Corinto, sorprendendolo mentre si dissetava. Questa catena di eventi mitici, dalla morte della Gorgone alla cavalcatura dell’eroe, mostra come nel mito greco anche le creature nate dalla violenza e dal terrore possano trasformarsi in strumenti di gloria per un nuovo protagonista.

La Chimera, mostro dalla stirpe mostruosa

La Chimera che Bellerofonte affronta in Licia — corpo di leone, testa di capra sul dorso e coda di serpente, capace di vomitare fuoco — non è una creatura isolata: è figlia di Tifone e Echidna, la stessa coppia mostruosa che genera anche Cerbero e l’Idra di Lerna. La vittoria di Bellerofonte, ottenuta dall’alto grazie a Pegaso, gli permette di colpire la belva dove le armi terrestri falliscono: secondo una versione del mito, trafigge le sue fauci con una lancia dalla punta di piombo, che il fiato di fuoco della Chimera stessa fonde, colando letale nelle sue viscere.

Un’eredità che attraversa Omero

Il nome di Bellerofonte sopravvive alla sua caduta attraverso i discendenti: il figlio Glauco e il nipote Sarpedonte guidano i contingenti della Licia alleata di Troia nell’Iliade, portando ancora lo scudo con l’emblema della Chimera sconfitta dal loro progenitore. A questo mito si deve inoltre un’espressione rimasta proverbiale: la “lettera di Bellerofonte” indica ancora oggi un messaggio che il suo stesso latore porta senza sapere che ne chiede la propria condanna, esattamente come la missiva sigillata che Preto affidò all’eroe per Iobate.

Dettagli
Origine
Eroe corinzio, ingiustamente accusato da Antea di seduzione e inviato dal re Preto presso Iobate di Licia con una lettera che ne chiedeva la morte.
Imprese principali
Doma Pegaso con l'aiuto di Atena; uccide la Chimera in volo; sopravvive a numerose prove impostegli da Iobate.
Armi e oggetti magici
Il morso d'oro donatogli in sogno da Atena per domare Pegaso.
Destino finale
Cade in disgrazia dopo aver tentato di volare su Pegaso fino all'Olimpo: Zeus lo fa precipitare, condannandolo a un'esistenza solitaria ed emarginata.
Archetipo
Voci correlate
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