Periodo storico
Periodo Nara (VIII secolo, Kojiki e Nihonshoki)
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Fonti
Kojiki (712 d.C.); Nihonshoki (720 d.C.)

Sarutahiko Ōkami

猿田毘古大神 (Sarutahiko Ōkami)
Kami dei crocevia e delle vie di passaggio, guida di Ninigi durante la discesa celeste e sposo di Ame-no-Uzume.

Sarutahiko Ōkami è la divinità shintoista che presiede ai crocevia, ai confini e alle vie di passaggio, venerata come guida che orienta gli dèi e gli uomini nei momenti di transizione tra un mondo e l’altro. Il suo nome, spesso interpretato come “grande dio scimmia dei campi”, è oggetto di dibattito filologico, ma la sua funzione narrativa nel Kojiki è inequivocabile: è lui ad attendere al crocevia celeste degli otto sentieri, illuminando con la propria luce sia il Piano Celeste sia il Paese Centrale delle Canne, pronto a indicare la strada al corteo divino in discesa verso la terra.

Il suo ruolo più celebre è quello di guida durante la discesa di Ninigi no Mikoto, il nipote della dea del sole inviato a governare le isole giapponesi nell’episodio noto come tenson kōrin, la discesa del nipote celeste. Sarutahiko si fa incontro al corteo divino proprio al crocevia tra gli otto sentieri del cielo e gli otto sentieri della terra, con un aspetto descritto come sovrumano: naso lunghissimo, occhi che brillano come specchi ardenti, statura che supera quella di ogni altro kami. Nessuno degli dèi del seguito osa affrontarlo, finché non viene inviata a interrogarlo Ame-no-Uzume, la dea la cui audacia e il cui riso avevano già smosso Amaterasu dalla grotta celeste.

L’incontro tra Sarutahiko e Uzume segna uno dei rari momenti della mitologia giapponese in cui due divinità stringono un legame che va oltre il compito narrativo immediato: dopo aver scortato con successo il corteo di Ninigi fino a destinazione, i due kami si uniscono, e Uzume riceve da allora l’appellativo di Sarume, “la donna di Saru”, trasmesso poi come titolo ereditario al clan sacerdotale che da lei discende e che manterrà per secoli funzioni rituali legate alla danza e alla divinazione presso la corte imperiale.

Il culto di Sarutahiko si è storicamente concentrato attorno al Santuario di Tsubaki, nella provincia di Ise, che lo venera come divinità primigenia della guida e della rettitudine di percorso (michihiraki no ōkami, “il grande dio che apre la via”). Questa qualifica lo ha reso, in epoca moderna, patrono simbolico di ogni nuovo inizio: l’apertura di un’attività, un trasloco, l’avvio di un progetto sono ancora oggi occasioni in cui i devoti si rivolgono a lui perché “apra la strada” allontanando gli ostacoli e orientando le scelte nella direzione giusta.

Nell’iconografia rituale successiva, in particolare nelle rappresentazioni delle danze sacre kagura, Sarutahiko viene spesso raffigurato con una maschera dal naso prominente e dal volto rossastro, un’iconografia che secoli dopo confluirà nell’immaginario dei tengu, gli spiriti-demoni delle montagne: sebbene le due figure appartengano a strati mitologici distinti (Sarutahiko è un kami delle origini, i tengu uno sviluppo folklorico più tardo, di matrice in parte buddhista), la somiglianza fisiognomica non è casuale, e testimonia quanto la sua immagine di guardiano dei sentieri di montagna e dei crocevia abbia continuato a irradiarsi nella cultura popolare giapponese ben oltre i testi canonici dell’VIII secolo.

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