Periodo storico
Epopea di Gilgamesh (II millennio a.C.)
Fonti
Epopea di Gilgamesh; Epopea di Gilgamesh, tavolette III-V

Humbaba

Humbaba (accadico); Huwawa (sumero)
Humbaba è il mostruoso guardiano della Foresta dei Cedri, posto da Enlil a sua protezione. Viene ucciso da Gilgamesh ed Enkidu, un atto che scatenerà la punizione divina.

Humbaba (o Huwawa, nella variante sumerica) è, nell’Epopea di Gilgamesh, il mostruoso guardiano della Foresta dei Cedri, posto a difesa degli alberi sacri dal dio Enlil e descritto con un volto orrendo, spesso raffigurato come un groviglio di intestini annodati, capace di terrificare con il proprio ruggito e di respirare fuoco e morte.

Per conquistare fama eterna, Gilgamesh e l’amico Enkidu intraprendono una spedizione fino alla Foresta dei Cedri per abbattere gli alberi sacri e sconfiggere il suo guardiano; giunti al cospetto del mostro, lo affrontano in un duello che vincono solo grazie all’aiuto del dio del sole Shamash, che scatena contro Humbaba tredici venti impetuosi per immobilizzarlo.

Supplice e implorante, Humbaba chiede pietà a Gilgamesh, ma viene comunque decapitato su istigazione di Enkidu, che teme la vendetta divina se il mostro venisse lasciato in vita; prima di morire, Humbaba pronuncia una maledizione contro i due eroi, che gli dèi sembrano poi far avverare condannando a morte proprio Enkidu come punizione per l’uccisione del guardiano sacro e del Toro Celeste.

Humbaba non è un mostro predatore ma un guardiano legittimo: è Enlil ad averlo posto a custodia della Foresta dei Cedri, e questo dettaglio rende la spedizione di Gilgamesh ed Enkidu un’aggressione a un incarico divino anziché la liberazione di una terra da una minaccia. Il poema non nasconde la questione: prima della partenza gli anziani di Uruk tentano di dissuadere il re, e dopo l’uccisione Enlil infligge ai due la punizione che porterà alla morte di Enkidu.

La scena della sua morte è tra le più moralmente ambigue della letteratura antica. Sconfitto, Humbaba supplica per la vita e offre a Gilgamesh tutti i cedri della foresta; il re esita, ma Enkidu lo esorta a non fidarsi e a completare l’opera. Humbaba muore maledicendoli entrambi. Le teste in terracotta ritrovate nei siti mesopotamici lo raffigurano con un volto formato da un intreccio continuo di solchi, e i testi divinatori li interpretano come budella, il che collega la sua immagine alla pratica della lettura degli intestini: il volto del mostro era anche uno strumento di previsione. La lettura ecologica del passo — l’abbattimento del bosco come atto di hybris — è oggi una delle piste interpretative più discusse.

Il poema sumerico “Gilgamesh e Huwawa”: una versione più antica

Prima ancora dell’Epopea accadica in dodici tavolette, un poema sumerico autonomo, noto come “Gilgamesh e Huwawa”, narrava già lo scontro con il guardiano della foresta, in una redazione più antica di alcuni secoli. Le differenze non sono marginali: in questa versione Enkidu conosce già Huwawa e la sua dimora prima della spedizione, avendola frequentata da giovane pastore, e i venti soprannaturali che immobilizzano il mostro non sono tredici ma sette, inviati non solo da Shamash ma raccolti in dono dal dio stesso su richiesta di Gilgamesh. Il tema della supplica di Huwawa e della sua decapitazione è già presente, ma la spinta a ucciderlo nonostante la resa è attribuita in modo ancora più esplicito al timore di Enkidu che il re, impietosito, rinunci all’impresa lasciando entrambi senza la fama che erano partiti a cercare. Il confronto fra le due redazioni mostra come il dilemma morale del guardiano ingiustamente ucciso non sia un’aggiunta tarda del poema accadico, ma un nucleo narrativo già presente nella tradizione sumerica più antica.

Dettagli
Tipologia
Mostro
Habitat
La Foresta dei Cedri
Poteri e abilità
Voce simile al ruggito di un’alluvione capace di terrorizzare; forza sovrumana; posto a guardia della foresta da Enlil
Punti deboli
Ucciso da Gilgamesh ed Enkidu nonostante le sue suppliche
Aspetto fisico
Volto terrificante, spesso paragonato a intestini attorcigliati
Tipo di creatura
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