Gli Otto Trigrammi, in cinese Bāguà, sono un sistema simbolico fondamentale della cosmologia cinese tradizionale, composto da otto combinazioni di linee spezzate e continue disposte in gruppi di tre, ciascuna delle quali rappresenta una diversa configurazione delle forze primordiali dello yin e dello yang e corrisponde a un elemento naturale, una direzione cardinale e un principio cosmologico specifico.
Secondo la tradizione, gli Otto Trigrammi furono rivelati per la prima volta al leggendario sovrano culturale Fuxi, che li avrebbe osservati incisi sul dorso di una tartaruga mitica emersa dal Fiume Giallo, oppure percepiti attraverso la contemplazione dei pattern naturali del cielo e della terra: ogni trigramma, formato da tre linee sovrapposte che possono essere intere (yang) o spezzate (yin), rappresenta uno degli otto elementi fondamentali della natura, ovvero cielo, terra, tuono, vento, acqua, fuoco, montagna e palude.
La disposizione degli Otto Trigrammi attorno a un centro, spesso raffigurata in forma ottagonale con il simbolo del Taijitu al centro, non è puramente decorativa ma riflette un sistema cosmologico completo utilizzato per secoli nella divinazione, nella medicina tradizionale cinese, nella pratica del feng shui e nella filosofia taoista: la combinazione di due trigrammi genera i sessantaquattro esagrammi che costituiscono la struttura portante dell’antico testo divinatorio cinese, considerato uno dei fondamenti classici della cultura filosofica cinese.
Gli Otto Trigrammi vengono tradizionalmente disposti secondo due arrangiamenti distinti, quello detto del Cielo Anteriore, attribuito allo stesso Fuxi e associato a un ordine cosmico ideale e simmetrico, e quello del Cielo Posteriore, attribuito al re Wen della dinastia Zhou, che riflette invece l’ordine dinamico e mutevole del mondo fenomenico così come viene effettivamente sperimentato: questa distinzione tra un ordine ideale primordiale e un ordine pratico applicabile alla realtà quotidiana attraversa buona parte della cosmologia cinese tradizionale.
Il valore degli Otto Trigrammi non si limita all’ambito puramente cosmologico o divinatorio, ma pervade anche la medicina tradizionale cinese e l’architettura tradizionale, dove la disposizione ottagonale del Bagua viene ancora oggi utilizzata come strumento diagnostico e progettuale nel feng shui, per orientare edifici, stanze e oggetti secondo un flusso armonico delle energie associate a ciascuno degli otto elementi rappresentati dai trigrammi, testimoniando la persistenza millenaria di questo sistema simbolico nella vita pratica cinese ben oltre il suo originario contesto filosofico e religioso.
Il re Wen, lo Yijing e i sovrani leggendari ancora privi di collegamento
Il testo divinatorio a cui gli Otto Trigrammi danno origine, comunemente noto come I Ching o Yijing (“Classico dei Mutamenti”), non dispone ancora di una voce propria in questa enciclopedia, nonostante il suo ruolo di fondamento per gran parte della cosmologia, della filosofia e della pratica divinatoria cinese successiva: la sua composizione tradizionale viene attribuita a più mani nel corso dei secoli, dal mitico Fuxi che avrebbe concepito i trigrammi originari fino al re Wen, che secondo la leggenda li avrebbe raddoppiati in esagrammi durante la prigionia sotto l’ultimo sovrano della dinastia Shang, componendo i relativi giudizi divinatori. Anche il re Wen resta, per il momento, privo di una scheda dedicata. Fuxi stesso viene tradizionalmente annoverato tra i leggendari Tre Sovrani e Cinque Imperatori della preistoria cinese, un gruppo di cui fa parte anche Huangdi, l’Imperatore Giallo: entrambe le figure vengono presentate dalla tradizione come civilizzatori che dotarono l’umanità degli strumenti fondamentali, dalla scrittura alla medicina, dalla scrittura degli esagrammi al calendario.
Il Bagua nel confronto tra i sistemi oracolari del mondo antico
La funzione divinatoria degli Otto Trigrammi, tradizionalmente interrogati lanciando steli di achillea o monete per ottenere un esagramma e il relativo responso, trova un naturale termine di paragone nella voce Oracoli e profezia a confronto, dedicata ai diversi canali attraverso cui le culture antiche hanno cercato di accedere a un sapere nascosto o futuro. A differenza degli oracoli che richiedono un intermediario umano in stato alterato di coscienza, come la Pizia a Delfi, il sistema del Bagua si distingue per la sua natura combinatoria e in apparenza impersonale: chiunque conosca il metodo può, in linea di principio, interrogare i trigrammi, spostando l’autorità interpretativa dalla figura del sacerdote a quella del testo stesso e del suo commentario, una caratteristica che avvicina lo Yijing più a una pratica ermeneutica che a un rito sciamanico.
