Periodo storico
Fonti
Shiji di Sima Qian; Shujing; Shujing, «Yugong»

Yu doma il diluvio

Mito eroico-fondativo del controllo del Grande Diluvio da parte di Yu, che porta alla fondazione della dinastia Xia.

Il mito del Grande Diluvio domato da Yu narra di un’epoca di inondazioni catastrofiche e ricorrenti che devastarono la Cina per generazioni, minacciando la sopravvivenza stessa della popolazione lungo il corso del Fiume Giallo. L’imperatore Shun incaricò dapprima Gun, padre di Yu, di risolvere la crisi; Gun tentò di arginare le acque costruendo dighe e argini sempre più alti, ma il metodo fallì miseramente dopo nove anni di lavoro, e Gun fu giustiziato per il fallimento.

Yu, ereditato l’incarico dal padre, adottò una strategia opposta: anziché contenere le acque, scavò una vasta rete di canali per incanalarle e drenarle verso il mare, aprendo varchi attraverso le montagne stesse quando necessario. Il mito celebra il suo instancabile impegno: si narra che lavorò per tredici anni consecutivi, passando tre volte davanti alla propria abitazione senza mai fermarsi a salutare la famiglia, tanto era dedito al bene del popolo.

Per il successo dell’impresa, che permise di bonificare le terre alluvionali e restituirle all’agricoltura, Shun scelse Yu come proprio successore anziché il figlio, e Yu fondò la dinastia Xia, la prima dinastia cinese riconosciuta dalla tradizione storiografica, ponendo fine all’era dei sovrani-saggi mitici e inaugurando l’era dinastica.

Il diluvio cinese si distingue per un tratto strutturale: non è un castigo divino che azzera l’umanità, ma un problema idraulico permanente da amministrare. Manca l’arca, manca il superstite eletto, manca la promessa di non ripetere il castigo; al loro posto ci sono nove anni di tentativi falliti del padre Gun, tredici di dragaggi riusciti del figlio, la ripartizione del territorio nelle Nove Province e la fusione dei Nove Tripodi che ne sanciscono il possesso. Il racconto tramanda inoltre due collaboratori non umani: la tartaruga nera che trasporta il fango sul dorso e il drago giallo che traccia con la coda il percorso dei canali, mentre lo stesso Yu si trasformava in orso per scavare. Un’eco archeologica è discussa dagli studiosi, che collegano il ciclo a un’alluvione catastrofica del Fiume Giallo datata intorno al 1920 a.C., cronologicamente compatibile con l’avvio della dinastia Xia.

Questo mito è collegato anche a Yu il Grande, Diluvio e acque primordiali e Nüwa.

Il paradosso della successione: dal merito al sangue

La scelta di Shun di designare Yu come proprio successore, scavalcando il figlio naturale, si inserisce in un più ampio sistema di trasmissione del potere per merito che la tradizione storiografica cinese attribuisce ai sovrani-saggi mitici: prima di Shun, anche Yao aveva scelto Shun stesso al posto della propria discendenza diretta, giudicandolo il più adatto a governare. Yu, tuttavia, ruppe paradossalmente questa catena di abdicazioni meritocratiche: alla propria morte trasmise il potere al figlio Qi anziché designare un successore esterno, inaugurando così il principio della successione ereditaria che avrebbe caratterizzato ogni dinastia cinese successiva. Il mito del diluvio domato diventa così, nella tradizione storiografica, anche il racconto della cerniera tra due concezioni opposte della legittimità politica: quella fondata sulla virtù dimostrata e quella fondata sul sangue.

Dettagli
Sintesi della trama
Dopo il fallimento del padre Gun nel contenere le acque con dighe, Yu incanala il Grande Diluvio scavando una rete di canali, bonificando le terre e venendo scelto come successore di Shun
Varianti del mito
Morale e insegnamento
La dedizione al bene pubblico e l'ingegno pratico prevalgono sulla forza bruta e sul metodo rigido
Tipo di mito
Torna in alto