Periodo storico
Tradizione fondativa leggendaria, tramandata nelle cronache spagnole del XVI-XVII secolo
Fonti
Comentarios Reales de los Incas di Inca Garcilaso de la Vega; Suma y Narración de los Incas di Juan de Betanzos (1551); identificazione archeologica di Pacaritambo con il sito di Maukallaqta (dibattito storiografico moderno)

Il mito dei fratelli Ayar

Il mito dei fratelli Ayar racconta come quattro fratelli e quattro sorelle emersero dalle grotte di Pacaritambo per fondare il popolo Inca. Attraverso prove, trasformazioni in pietra e la perdita progressiva dei fratelli, solo Ayar Manco (poi Manco Cápac) e le sorelle giungono a fondare Cusco, guidati da un bastone d'oro che indica il luogo prescelto.

Il mito dei fratelli Ayar è il racconto fondativo della dinastia Inca e della città di Cusco. Dalle tre finestre della grotta di Pacaritambo emergono quattro fratelli, ciascuno chiamato Ayar seguito da un epiteto, insieme alle rispettive sorelle, che sono anche loro spose secondo la pratica dinastica delle prime unioni.

Durante il lungo pellegrinaggio alla ricerca di una terra fertile, il gruppo perde progressivamente tre dei quattro fratelli: Ayar Cachi, temuto per un potere distruttivo capace di spaccare le montagne, viene convinto con l’inganno a tornare nella grotta di origine per recuperare oggetti sacri dimenticati, e vi resta sigillato per sempre da una pietra; Ayar Uchu, salito sulla collina di Huanacauri per osservare la valle sottostante, si trasforma in una pietra sacra dopo aver acquisito il dono della profezia, diventando un idolo venerato dagli Inca successivi; Ayar Auca infine vola sul luogo prescelto per la futura città e vi si pietrifica, segnando simbolicamente la presa di possesso del territorio.

Solo Manco Cápac, come viene chiamato ormai Ayar Manco, giunge con le sorelle superstiti nella valle dove sarebbe sorta Cusco: qui il bastone d’oro che portava con sé affonda completamente nel terreno morbido e fertile, segno inequivocabile del luogo scelto dagli dèi per la fondazione della capitale imperiale.

Il racconto, oltre a spiegare le origini di Cusco, giustifica simbolicamente il potere esclusivo della dinastia fondata da Manco Cápac: la progressiva eliminazione degli altri fratelli, ciascuno con un difetto o un destino diverso, lascia il potere legittimo nelle mani di un’unica linea dinastica, sancita dal favore divino manifestato attraverso il bastone d’oro.

Le fonti coloniali non concordano perfettamente sui dettagli del mito: Juan de Betanzos, nella sua Suma y narración de los Incas, offre un ordine e persino un numero di episodi lievemente diverso rispetto alla versione più nota tramandata da Garcilaso de la Vega, segno che il racconto circolava in più varianti orali prima di essere fissato per iscritto dai singoli cronisti secondo le fonti indigene a loro disposizione. Un ruolo spesso sottovalutato nelle sintesi moderne del mito spetta a Mama Ocllo, sorella-sposa di Ayar Manco: alcune versioni le attribuiscono un ruolo fondativo paritario a quello del fratello, incaricandola di insegnare alla popolazione la tessitura e le arti domestiche, in una divisione simbolica dei compiti civilizzatori tra i due sessi che rispecchia l’organizzazione duale (Hanan/Hurin, maschile/femminile) tipica della società andina. Gli archeologi hanno tentativamente identificato la grotta di Pacaritambo con il sito di Maukallaqta, situato a sud di Cusco, sebbene l’identificazione precisa resti oggetto di dibattito tra gli studiosi, data la natura in parte simbolica e in parte storica del racconto delle origini.

Questo mito è collegato anche a Coricancha.

Dettagli
Sintesi della trama
Dalle tre finestre della grotta di Pacaritambo emergono quattro fratelli (Ayar Manco, Ayar Cachi, Ayar Uchu, Ayar Auca) e le rispettive sorelle-spose. Durante il viaggio verso una terra fertile, Ayar Cachi, temuto per il suo potere distruttivo, viene ingannato e rinchiuso per sempre in una grotta; Ayar Uchu si trasforma in pietra sacra sulla collina di Huanacauri dopo aver acquisito poteri profetici; Ayar Auca vola sul luogo destinato alla futura città e vi si pietrifica come segno di possesso. Solo Ayar Manco, che assume allora il nome di Manco Cápac, giunge con le sorelle nella valle del Cusco, dove il bastone d'oro affonda nel terreno indicando il luogo esatto della fondazione.
Varianti del mito
Alcuni cronisti, come Betanzos, riportano dettagli e nomi leggermente diversi per i fratelli; la versione di Garcilaso de la Vega, di più ampia diffusione, semplifica alcuni passaggi rispetto a fonti più antiche
Morale e insegnamento
Il racconto legittima la fondazione di Cusco e la dinastia Inca attraverso una selezione quasi rituale che elimina progressivamente i fratelli meno adatti, lasciando solo la coppia fondatrice designata dal favore divino
Tipo di mito
Voci correlate
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