Il viaggio degli Argonauti è, nella mitologia greca, la grande spedizione marittima guidata da Giasone per recuperare il Vello d’Oro dalla lontana Colchide, un’impresa affidatagli dallo zio Pelia nella speranza segreta che l’eroe non facesse mai ritorno a Iolco. Considerato dagli antichi il precedente diretto dell’epica omerica, il ciclo argonautico riunisce in un unico racconto alcuni dei nomi più celebri dell’eroismo greco, in un viaggio che attraversa mari sconosciuti, prove impossibili e un amore capace di cambiare il corso della storia.
Tutto ha inizio con la chiamata degli Argonauti: Giasone raduna un equipaggio di eroi straordinari e salpa da Iolco a bordo della nave Argo, tra le prime tappe a Lemno e la dolorosa perdita di Eracle in Misia, rimasto indietro alla ricerca del giovane Ila.
Superata la Tracia e la profezia liberatrice del veggente Fineo, l’equipaggio affronta le Rocce Simplegadi, il varco mortale tra due scogli cozzanti che sorveglia l’ingresso al Mar Nero: solo grazie al coraggio e alla precisione collettiva la Argo lo attraversa illesa, aprendo per sempre quella rotta alla navigazione greca.
Giunti alla corte del re Eeta, gli Argonauti scoprono che il Vello non sarà concesso senza una lotta: le prove di Eeta — domare tori dal fiato di fuoco e sopravvivere ai guerrieri nati dai denti di un drago — sembrano impossibili da superare, finché l’amore e la magia della principessa Medea non rendono l’impresa alla portata di Giasone.
L’impresa si compie infine con la conquista del Vello d’Oro: addormentato il drago custode con un incantesimo, Giasone strappa il Vello dalla quercia sacra e fugge insieme a Medea, inseguito da Eeta lungo un drammatico viaggio di ritorno verso la Grecia, segnato dal sacrificio del giovane Absirto per garantire la fuga dei due amanti.
Il ritorno trionfale a Iolco, con la consegna del Vello a Pelia, non chiude però la parabola di Giasone: il patto con Medea, nato dalla necessità e suggellato da una promessa di matrimonio, si trasformerà anni dopo in tradimento, aprendo la strada a una delle tragedie più celebri della letteratura greca. Il ciclo argonautico resta così, oltre l’avventura, un racconto sul prezzo nascosto di ogni impresa compiuta grazie all’aiuto di un altro, e su quanto a lungo quel debito possa attendere di essere saldato.
Al di là della trama avventurosa, il ciclo argonautico occupa nella mitologia greca un ruolo strutturale ben preciso: raduna in un’unica generazione eroica figure che altrove agiranno da protagonisti autonomi — Eracle, i Dioscuri, Atalanta, i futuri padri di Achille e Aiace — trasformando il viaggio della Argo in una sorta di prova generale collettiva prima della grande stagione epica successiva. Per questo la tradizione antica considerava la spedizione del Vello d’Oro cronologicamente precedente e per certi versi fondativa rispetto alla guerra di Troia, un modello di cooperazione eroica che nessun’altra impresa del mito greco riesce a eguagliare per numero e prestigio dei partecipanti riuniti in una sola nave.
