Periodo storico
Fonti
Huainanzi; Shanhaijing; Huainanzi, «Benjing xun»; iscrizioni oracolari Shang

Hou Yi abbatte i soli

Mito eziologico che spiega perché esiste un solo sole, abbattuto dall'arciere divino Hou Yi.

Secondo questo celebre mito eziologico, in un’epoca remota il cielo era illuminato contemporaneamente da dieci soli, figli del dio Di Jun e della dea Xihe, che si alternavano quotidianamente nel loro viaggio attraverso il cielo trasportati su un carro. Un giorno, per gioco o per ribellione, tutti e dieci i soli sorsero insieme, riscaldando la terra fino a incendiare le foreste, prosciugare i fiumi e minacciare l’estinzione di ogni forma di vita.

L’imperatore Yao implorò l’aiuto divino, e l’arciere Hou Yi fu inviato dal Sovrano Celeste con un arco magico e frecce infuocate per risolvere la crisi. Hou Yi abbatté con precisione infallibile nove dei dieci soli, lasciandone soltanto uno a illuminare il mondo come accade tuttora, salvando l’umanità dalla catastrofe.

Nonostante l’impresa eroica, Hou Yi si inimicò il Sovrano Celeste per aver ucciso i suoi figli, venendo condannato insieme alla moglie Chang’e a vivere come comuni mortali sulla terra, privati dell’immortalità: un destino che porterà, secondo la tradizione, all’episodio successivo del volo di Chang’e verso la luna.

Il mito conserva la memoria di una cosmologia soppiantata: i dieci soli erano intesi come dieci astri distinti che si alternavano secondo un ciclo di dieci giorni, la settimana lunga usata nel calendario Shang e attestata nelle iscrizioni oracolari, e ogni mattina uno di essi veniva trasportato dalla madre Xihe sul carro attraverso il cielo, partendo dal gelso cavo Fusang. L’abbattimento dei nove soli in eccesso sancisce dunque il passaggio a un’astronomia a sole unico, e traduce in racconto una riforma calendariale. Su questo nucleo si è innestata una lettura politica: la siccità come segno di squilibrio dell’ordine celeste, e l’arciere come funzionario incaricato di ripararlo, in un modello che i rituali di pioggia riprenderanno per secoli. Le fonti divergono su chi abbia dato l’ordine — il Sovrano del Cielo Dijun secondo lo Shan Hai Jing, il sovrano terrestre Yao secondo il Huainanzi — e su questa divergenza si innesta il tema della punizione dell’eroe troppo efficace.

Questo mito è collegato anche a Il viaggio del sole.

Il Sovrano del Cielo e la punizione dell’eroe troppo efficace

Le fonti che attribuiscono a un sovrano celeste l’ordine di intervenire sui dieci soli ribelli intersecano una figura di autorità che la tradizione taoista successiva identificherà sempre più stabilmente con Yu Huang, l’Imperatore di Giada che presiede alla corte celeste: un sovrano la cui giustizia, come mostra bene questo mito, non premia necessariamente l’efficacia dell’intervento richiesto, ma ne pretende una misura esatta, punendo Hou Yi proprio per aver ecceduto nel compiere ciò che gli era stato ordinato.

Questa logica di una benevolenza celeste rovesciata in condanna prepara direttamente lo sviluppo narrativo raccontato in Chang’e vola sulla luna: privati dell’immortalità e condannati a un’esistenza mortale sulla terra, Hou Yi e la moglie si trovano costretti a cercare altrove, tramite un elisir proibito, ciò che il cielo aveva loro tolto, in una concatenazione di causa ed effetto che lega i due miti in un’unica, coerente parabola sul prezzo della disobbedienza, anche quando animata dalle migliori intenzioni.

Dettagli
Sintesi della trama
Dieci soli sorgono insieme minacciando la vita sulla terra; Hou Yi ne abbatte nove con arco e frecce, salvando l'umanità ma inimicandosi il Sovrano Celeste
Varianti del mito
Morale e insegnamento
L'eroismo ha un prezzo: anche l'impresa più necessaria può comportare conseguenze impreviste
Tipo di mito
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