Periodo storico
Attestato nello Shan Hai Jing e nell'Huainanzi (IV secolo a.C. - II secolo a.C.)
Fonti
Shan Hai Jing; Huainanzi

Fusang

扶桑 (Fúsāng)
Fusang, l'albero di gelso cosmico all'estremo oriente dove i dieci soli si alternavano al sorgere, prima che Hou Yi ne abbattesse nove.

Fusang (扶桑, Fúsāng) è l’albero cosmico di gelso che, nella mitologia cinese più antica, cresce all’estremo margine orientale del mondo, dove il cielo tocca l’oceano e il sole ha origine. Le fonti più importanti che lo descrivono sono lo Shan Hai Jing, il “Classico dei monti e dei mari”, e l’Huainanzi, entrambi compilati fra il IV secolo a.C. e il II secolo a.C.: vi si racconta di un albero tanto vasto da fare ombra su migliaia di li, le cui radici affondano in un mare caldo e le cui fronde toccano il cielo.

Fusang è la dimora dei dieci soli, figli del sovrano celeste Di Jun e della dea Xihe. Ogni mattina uno dei dieci fratelli, in forma di corvo dorato a tre zampe, veniva caricato sul carro solare guidato dalla madre Xihe e attraversava il cielo da est a ovest, per poi tornare a posarsi sui rami di Fusang e cedere il turno al fratello successivo. Questo ciclo quotidiano, ripetuto senza sosta, garantiva al mondo un solo sole per volta e un’alternanza regolare di luce e buio.

Il mito narra che un giorno, per gioco o per insofferenza al turno stabilito, tutti e dieci i soli si levarono insieme nel cielo. La terra, arsa da un calore decuplicato, vide i fiumi prosciugarsi, i raccolti bruciare e mostri altrimenti sopiti emergere dal suolo screpolato per la siccità. Il sovrano Yao, incapace di porre rimedio al disastro, implorò l’aiuto degli dèi.

Fu allora che l’arciere divino Hou Yi venne inviato a risolvere la crisi: scoccando le sue frecce abbatté nove dei dieci soli-corvo, lasciandone vivo soltanto uno a percorrere il cielo, quello che da allora scandisce le giornate. Fusang, da dimora di dieci fratelli solari, restò così legato per sempre al racconto della loro caduta, uno dei miti eziologici più noti della tradizione cinese sull’origine del ciclo del giorno.

Il legame di Fusang con la genealogia celeste rimanda anche a Yu Huang, l’Imperatore di Giada, la cui corte ordina e sovrintende ai cicli cosmici di cui i dieci soli fanno parte nelle versioni più tarde e sincretiche del mito. In alcuni testi posteriori alla dinastia Han, il nome Fusang venne esteso a indicare terre reali all’estremo oriente, comprese talvolta il Giappone, segno di quanto l’immagine dell’albero solare fosse radicata nell’immaginario geografico cinese.

Ancora oggi Fusang resta uno dei simboli più evocativi della cosmologia cinese: l’albero che unisce cielo, terra e mare, e che con la sua caduta parziale, nove soli abbattuti, uno solo lasciato, spiega perché il mondo conosca l’alternanza fra il giorno e la notte anziché un’eterna, insostenibile luce.

L’immagine di un albero cosmico che unisce i tre livelli del mondo, radici nell’acqua, tronco sulla terra, chioma nel cielo, accomuna Fusang ad altri assi cosmici della mitologia comparata, come lo Yggdrasill norreno o l’albero del mondo di molte tradizioni sciamaniche dell’Asia settentrionale. A differenza di questi, però, Fusang non sorregge i livelli dell’universo: la sua funzione è più specificamente calendariale, quella di scandire con i suoi dieci abitanti solari il ritmo stesso del tempo, prima ancora che Hou Yi lo riportasse a una misura sopportabile per il mondo.

Dettagli
Regione
Situato tradizionalmente all'estremo oriente, oltre l'oceano, dove il sole nasce
Descrizione luogo
Albero di gelso cosmico, dimora dei dieci soli figli di Di Jun e Xihe.
Stato attuale
Luogo leggendario/non localizzabile
Tipo di luogo
Voci correlate
Torna in alto