Periodo storico
Pubblicato in forma definitiva nel XVI secolo (dinastia Ming)
Fonti
Attribuito a Wu Cheng'en (paternità dibattuta); Xuanzang, Da Tang Xiyu Ji (Relazione sulle regioni occidentali, 646)

Viaggio in Occidente

西遊記 (Xīyóu Jì)
Il Viaggio in Occidente è uno dei quattro grandi romanzi classici cinesi, incentrato sul pellegrinaggio di Tang Sanzang e Sun Wukong.

Il Viaggio in Occidente (Xiyou Ji) è uno dei quattro grandi romanzi classici della letteratura cinese, pubblicato in forma definitiva nel XVI secolo e tradizionalmente attribuito allo scrittore Wu Cheng’en, sebbene la paternità resti dibattuta. Il romanzo romanza liberamente il viaggio storico del monaco buddhista Xuanzang, nel VII secolo, verso l’India per recuperare i testi sacri del buddhismo.

Nella narrazione, il monaco Tang Sanzang è accompagnato da tre discepoli soprannaturali assegnatigli come espiazione dei propri peccati: la scimmia Sun Wukong, dotata di poteri straordinari e capacità di trasformazione; il mezzo-uomo mezzo-maiale Zhu Bajie; e l’ex-demone fluviale Sha Wujing. Il gruppo affronta ottantuno prove lungo il cammino verso l’Occidente, tra demoni, spiriti e ostacoli soprannaturali di ogni tipo.

Oltre al suo enorme valore letterario e satirico, il romanzo è considerato un’allegoria del percorso spirituale buddhista e taoista verso l’illuminazione, ed è tra le opere più influenti e adattate della cultura cinese, con innumerevoli trasposizioni teatrali, cinematografiche e televisive fino ai giorni nostri.

Il romanzo poggia su un nucleo storico verificabile: il monaco Xuanzang compì realmente, tra il 629 e il 645, un viaggio in India per procurarsi i testi buddhisti autentici, e ne lasciò una relazione documentaria. Nei nove secoli che separano quel viaggio dalla stesura del romanzo la vicenda si accresce di compagni soprannaturali, e il pellegrino storico diventa il personaggio più debole del gruppo, timoroso e incapace, mentre il vero protagonista narrativo è la scimmia Sun Wukong. La struttura in ottantuno prove che il gruppo deve superare è stata letta come allegoria del cammino interiore, con i quattro compagni interpretati come facoltà della stessa persona: la scimmia è la mente irrequieta, il maiale Zhu Bajie l’appetito, il monaco-fiume Sha Wujing la volontà, il cavallo-drago il corpo. Su questa lettura converge la tradizione esegetica taoista e buddhista, che ha usato il romanzo come testo di edificazione; la critica moderna ne ha invece valorizzato la componente satirica verso la burocrazia celeste e terrena.

Questo testo è collegato anche a Guanyin e Yu Huang.

Il cavallo-drago e i due grandi romanzi mitologici cinesi

Il quarto compagno del monaco, il cavallo bianco su cui viaggia Tang Sanzang, è in realtà il terzo principe del Re Drago dei Mari Occidentali, trasformato in cavalcatura come espiazione per aver dato fuoco a una perla preziosa: la sua vera natura di drago emerge solo in rari momenti di pericolo estremo, quando riprende temporaneamente la forma originaria per proteggere il gruppo. Insieme a Investitura degli dei, l’altro grande romanzo cinese di argomento mitologico coevo per tradizione, il Viaggio in Occidente condivide un affollato pantheon di divinità taoiste e buddhiste, immortali e demoni che agiscono secondo una rigida gerarchia burocratica celeste, rendendo i due testi le fonti letterarie più ricche per ricostruire la mitologia popolare cinese tardo-imperiale.

Dettagli
Autore
Tradizionalmente attribuito a Wu Cheng'en
Periodo di composizione
XVI secolo, dinastia Ming
Lingua originale
Cinese classico
Affidabilità storica
Tipo di fonte
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