Periodo storico
Manoscritto metà XVIII secolo, prima stampa 1804
Fonti
Manoscritto Demidov, Biblioteca Nazionale Russa, San Pietroburgo; prima ed. a stampa 1804

Sbornik Kirshi Danilova

Сборник Кирши Данилова
Antologia di 71 canti popolari russi, la fonte scritta più antica e completa per lo studio delle byliny e dei bogatyri.

Lo Sbornik Kirshi Danilova (“Raccolta di Kirša Danilov”) è la prima grande antologia scritta di folclore russo, messa insieme nel corso del XVIII secolo, probabilmente nella regione degli Urali, e pubblicata per la prima volta a stampa nel 1804 con il titolo Drevnie rossijskie stichotvorenija (“Antichi versi russi”). Comprende 71 testi manoscritti a metà Settecento, un corpus che costituisce ancora oggi la base documentaria più ampia e antica per lo studio delle byliny, i canti epici che narrano le gesta dei bogatyri, gli eroi-cavalieri della tradizione russa.

Il presunto compilatore, Kirša Danilov, resta una figura in parte sfuggente: gli storici lo identificano come un cantore/collezionista attivo negli Urali al servizio della famiglia di industriali Demidov, che avrebbe raccolto testi e melodie da cantori popolari locali. Il manoscritto originale, oggi conservato nella Biblioteca Nazionale Russa di San Pietroburgo, ha una caratteristica unica per l’epoca: registra sia i testi sia le melodie dei canti, sebbene separatamente, con le note musicali trascritte senza il testo sottostante.

Il contenuto della raccolta spazia dalle byliny vere e proprie a canti religiosi, satirici e umoristici, offrendo un affresco completo della cultura orale russa pre-moderna. È proprio in testi di questo tipo che trovano voce le imprese di eroi come Alëša Popovič e Il’ja Muromec, i bogatyri che compongono, insieme a Dobrynja Nikitič, il trio più celebre dell’epica russa: le byliny raccolte da Danilov, pur non essendo l’unica fonte per questi personaggi, rappresentano una delle prime attestazioni scritte capaci di fissarne le gesta in una forma stabile.

La riscoperta e la pubblicazione della raccolta, alla fine del Settecento e inizio Ottocento, coincise con la nascita dell’interesse romantico russo per il proprio folclore: fu apprezzata da figure come Aleksandr Puškin, Vissarion Belinskij, Fëdor Dostoevskij e Maksim Gor’kij, che vi videro una testimonianza autentica di una cultura popolare fino ad allora trascurata dalla letteratura colta.

Dal punto di vista filologico, la raccolta di Danilov ha permesso ai folkloristi ottocenteschi di avviare lo studio sistematico delle byliny come genere, distinguendone le caratteristiche formali (versificazione, formule fisse, ripetizioni) da quelle di altri generi di poesia orale slava. Resta, ad oggi, uno dei punti di riferimento imprescindibili per chiunque voglia studiare l’epica eroica russa nella sua forma più antica documentata.

Un aspetto che rende la raccolta preziosa anche per lo studio della musica popolare è proprio la compresenza di testo e melodia: pur trascritte separatamente, permettono ai musicologi di ricostruire, almeno in parte, come questi canti venissero effettivamente eseguiti — spesso da un singolo cantore accompagnato da strumenti a corda, in un registro solenne adatto alla materia eroica. Questa doppia natura, letteraria e musicale, distingue lo Sbornik Kirshi Danilova da raccolte puramente testuali come le successive antologie di fiabe di Aleksandr Afanas’ev, e ne fa una fonte complementare, più che sovrapponibile, ad esse.

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