Periodo storico
Figura popolare sistematizzata nel romanzo Investitura degli dei, XVI secolo
Fonti
Investitura degli dei (Fengshen Yanyi); Xu Zhonglin, Fengshen Yanyi, capp. XII-XIV

Nezha

哪吒 (Né Zhā)
Nezha è il giovane eroe-divinità del taoismo popolare, celebre per il conflitto col Re Drago e la resurrezione in corpo di loto.

Nezha è un giovane eroe-divinità della mitologia cinese e del taoismo popolare, protagonista di uno dei racconti più amati della tradizione, ripreso nel romanzo Investitura degli dei. Nato da una palla di carne dopo una gravidanza di tre anni e mezzo, manifestò fin da piccolo una forza straordinaria e un temperamento impetuoso.

Il mito più celebre lo vede uccidere per errore il figlio del Re Drago dei Mari Orientali durante un bagno nel fiume, scatenando l’ira del regno dei draghi; per proteggere la propria famiglia dalle conseguenze, Nezha si tolse la vita restituendo simbolicamente carne e ossa ai genitori, per poi essere resuscitato dal maestro Taiyi Zhenren grazie a un corpo di fior di loto.

Armato della Lancia di Fuoco e delle Ruote del Vento e del Fuoco che gli permettono di volare, Nezha divenne un potente guerriero al servizio del cielo, simbolo insieme di ribellione filiale e di redenzione, ed è ancora oggi una delle divinità popolari più rappresentate nell’arte e nel cinema cinesi.

Il conflitto che definisce Nezha non è però quello con i draghi, ma quello con il padre. Li Jing, generale e funzionario imperiale, incarna l’autorità paterna e la pietà filiale confuciana, e vede nel figlio ingovernabile una minaccia al proprio nome: distrugge il tempio che i devoti gli hanno eretto e lo perseguita, finché il Buddha Dipamkara non impone una riconciliazione forzata donandogli una pagoda che tiene Nezha in scacco. La critica cinese ha letto in questo scontro una delle rare articolazioni mitiche del conflitto generazionale in una cultura fondata sull’obbedienza ai padri, e il suicidio rituale di Nezha — la restituzione della carne e delle ossa a chi le aveva date — come la sola via per sciogliere quel debito e rinascere come essere autonomo, con un corpo di loto che non deve nulla a nessuna genealogia. Nel pantheon taoista è oggi venerato come Marshal della Volta Centrale, protettore contro i demoni, armato della lancia del fuoco e delle ruote di vento e fuoco su cui si sposta.

Questa figura è collegata anche a Il Loto Sacro e Sun Wukong.

Un corpo di loto contro l’autorità del padre

La rinascita di Nezha attraverso Il Loto Sacro, plasmato dal maestro Taiyi Zhenren per restituirgli un corpo dopo il sacrificio compiuto per salvare la famiglia, non chiude affatto il conflitto che lo definisce, ma lo sposta su un piano ancora più profondo: liberato dal legame di sangue con Li Jing, che gli aveva dato carne e ossa e a cui le aveva simbolicamente restituite, Nezha rinato di loto non deve più nulla al padre, e questa indipendenza radicale lo rende ancora più pericoloso agli occhi di un’autorità paterna già minacciata dalla sua natura ingovernabile.

Il racconto, tramandato dall’Investitura degli dei, mette così in scena una tensione centrale nella cultura cinese tradizionale, quella tra pietà filiale confuciana e legittima autonomia individuale: Nezha, pur restando un simbolo di devozione verso gli dèi celesti che serve, incarna anche la possibilità di una ribellione che non nega l’ordine cosmico, ma rifiuta un’autorità paterna percepita come ingiusta e soffocante.

Dettagli
Origine
Nato da una palla di carne dopo una gravidanza di tre anni e mezzo
Imprese principali
Uccisione del figlio del Re Drago; suicidio rituale e resurrezione in corpo di loto
Armi e oggetti magici
Lancia di Fuoco; Ruote del Vento e del Fuoco; fascia di seta rossa
Destino finale
Archetipo
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