Periodo storico
Tradizione religiosa yoruba, legata al fiume Ogun in Nigeria
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Come dea madre delle acque è accostabile a Yemanjá nel culto brasiliano e a Tangaroa nella mitologia polinesiana.
Fonti
Corpus Odu Ifa; tradizione orale yoruba; Odu Ifa (corpus divinatorio orale); tradizione orale di Abeokuta

Yemoja

Yemọja
Yemoja, orisha yoruba materno delle acque, grande madre da cui discendono molti altri orisha.

Yemoja è l’orisha materna delle acque, in particolare del fiume Ogun in Nigeria e, nella diaspora afro-americana, dell’oceano stesso, venerata come la grande madre da cui discendono molti altri orisha del pantheon yoruba.

Secondo la tradizione, Yemoja generò numerosi orisha dopo essersi unita al proprio figlio Orungan in un episodio drammatico: fuggendo da lui, il suo corpo si squarciò dando origine a due fiumi che confluirono nell’oceano, e dal suo grembo nacquero contemporaneamente quattordici divinità, tra cui Shango, Oya e Oshosi.

Simbolo di maternità, protezione e abbondanza, Yemoja è raffigurata come una sirena o una donna adorna di conchiglie e specchi, ed è invocata da donne in gravidanza e da chiunque cerchi protezione materna; il suo culto, diffuso capillarmente nella diaspora yoruba nelle Americhe, la vede venerata come Yemanjá in Brasile e come patrona del mare in numerose tradizioni religiose afro-americane.

Il nome Yemoja condensa la sua funzione: da «Yeye omo eja», «madre dei figli pesce», che la designa come grembo acquatico da cui proviene ogni vita. In Africa occidentale è legata in particolare al fiume Ogun e alla città di Abeokuta, e il suo dominio è quello delle acque interne e della maternità; è nella traversata atlantica che diventa signora dell’oceano, per una ragione storica precisa: gli schiavi deportati la invocarono come protettrice durante il Middle Passage, e la sua giurisdizione si estese all’acqua salata che li separava da casa.

Da questa trasformazione nascono le sue figure diasporiche più imponenti. In Brasile è Iemanjá, e la notte del 31 dicembre centinaia di migliaia di persone scendono sulle spiagge di Rio e Salvador per affidare al mare barchette cariche di fiori bianchi, specchi e profumi; a Cuba è Yemayá, associata alla Vergine di Regla. Il rapporto con Oshun struttura una polarità significativa — acqua salata e acqua dolce, maternità e seduzione — e i miti le presentano a volte come sorelle, a volte come rivali. La sua devozione è oggi tra le più diffuse dell’Atlantico nero, con un numero di praticanti in America latina superiore a quello dell’area yoruba d’origine.

Questa divinità è collegata anche a Olodumare e Obatala.

Yemoja e Oshun: le acque materne e le acque dolci

Nel pantheon degli orisha delle acque, Yemoja è tradizionalmente affiancata e talvolta contrapposta a Oshun, signora del fiume omonimo e delle acque dolci: se Yemoja incarna la maternità totale, protettiva e talvolta severa dell’oceano e dei grandi fiumi, Oshun rappresenta invece la sensualità, la bellezza e l’abbondanza delle acque più piccole e accessibili, quelle in cui ci si lava, si ama e si guarisce.

Le due dee compaiono spesso insieme nei racconti orali come sorelle in competizione ma anche in reciproco soccorso, un rapporto che riflette la complementarità pratica delle acque nella vita quotidiana yoruba: quelle vaste e temibili da cui dipende la sopravvivenza collettiva, governate da Yemoja, e quelle intime e generose della cura personale, governate da Oshun. Questa dualità sopravvive intatta nel culto diasporico, dove le due figure restano tra gli orisha più venerati sia in Africa occidentale sia nelle Americhe.

Dettagli
Dimora
Il fiume Ogun; nella diaspora, l'oceano
Animali sacri
Voci correlate
Torna in alto