Periodo storico
Tradizione religiosa yoruba, di origine precoloniale
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Come dio creatore dei corpi umani è accostabile a Nüwa nella mitologia cinese.
Fonti
Corpus Odu Ifa; tradizione orale yoruba; Odu Ifa (corpus divinatorio orale); tradizione orale di Ile-Ife

Obatala

Ọbàtálá (detto anche Orisha Nla)
Obatala, orisha yoruba della creazione e della purezza, incaricato di plasmare i corpi umani.

Obatala, detto anche Orisha Nla, è l’orisha della creazione, della purezza e della saggezza nella religione yoruba, considerato il più anziano tra gli orisha e incaricato da Olodumare di creare la terra solida e i corpi umani.

Secondo il mito principale, Obatala ricevette da Olodumare una chiocciola contenente terra, una gallina dalle cinque dita e un sacchetto di semi per creare terraferma sulle acque primordiali; tuttavia, durante il viaggio si fermò a bere vino di palma e si addormentò, permettendo al fratello Oduduwa di rubare il sacchetto e completare al suo posto l’opera di creazione a Ile-Ife.

Dopo aver scontato simbolicamente questo fallimento, Obatala si dedicò alla creazione dei corpi umani dall’argilla, plasmando ogni figura prima che Olodumare vi insufflasse la vita; per questo motivo è patrono di chi nasce con disabilità fisiche, considerate frutto di un momento di distrazione del dio durante la modellazione, e ai suoi devoti è richiesta l’astensione dal vino di palma in memoria dell’episodio.

Il mito di Obatala contiene una spiegazione dell’imperfezione umana che ne fa anche la ragione di un tabù rituale. Le persone nate con disabilità congenite, chiamate eni orisha, sono considerate discendenti dirette di quell’errore e godono per questo di una protezione rituale specifica anziché di uno stigma. Dopo l’errore Obatala si impose l’astinenza totale dal vino di palma, e questa proibizione si estende ancora oggi ai suoi sacerdoti e devoti.

La sua sfera è quella del bianco: veste bianco, riceve offerte bianche — burro di karité, lumache, riso, gin senza colore — e i suoi templi escludono il sale e i cani. Il colore non indica purezza morale ma limpidezza dell’ashe, la lucidità di giudizio che ne fa il garante dell’etica e il paciere nelle contese tra orisha. Un ciclo di racconti lo vede protagonista di un viaggio verso il regno di Shango, dove è imprigionato per un’accusa falsa e la cui prigionia provoca siccità e sterilità nel paese, sciolte solo quando l’errore giudiziario viene riconosciuto: un’allegoria politica sulla giustizia negata che rende infertile la terra.

Questa divinità è collegata anche a Il mito della creazione a Ile-Ife.

I molti cammini di Obatala

Nella tradizione yoruba e nelle sue diramazioni afroamericane, come la santería cubana, Obatala non è concepito come un’unica figura fissa ma come un insieme di “cammini” (caminos), avatar distinti che ne esprimono aspetti diversi: alcuni sono maschili e guerrieri, altri femminili e materni, altri ancora anziani e claudicanti, memoria vivente dell’incidente del vino di palma. Tra i più venerati figura Obatala Ayaguna, giovane guerriero associato al metallo bianco, contrapposto a Obatala Ochanla, la variante femminile e anziana legata alla saggezza e alla pazienza. Questa molteplicità non è vista come una frammentazione della divinità ma come la manifestazione della sua natura totalizzante: essendo il primo e il più completo degli orisha, Obatala contiene in sé la possibilità di ogni età, genere e temperamento, ed è per questo invocato per placare i conflitti tra le altre divinità, avendo in sé qualcosa di ciascuna. Nella diaspora atlantica, la sua figura fu inoltre sincretizzata con Nostra Signora della Mercede, la cui iconografia bianca e materna si sovrappose naturalmente ai colori e alle qualità già attribuite al dio nel culto originario.

Dettagli
Dimora
Ile-Ife
Animali sacri
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