Periodo storico
Sovrano leggendario collocato tradizionalmente prima o contemporaneamente a Huangdi, III millennio a.C.
Tipologia
Domini
Riferimenti
Patrono dell'agricoltura e della medicina tradizionale cinese
Fonti
Shiji di Sima Qian; Shennong Bencao Jing (farmacopea tradizionale); Huainanzi, «Xiuwu xun»

Yandi (Shennong)

炎帝 / 神農 (Yándì / Shénnóng)
Yandi, identificato con Shennong il "Divino Agricoltore", è il co-progenitore mitico della civiltà cinese insieme a Huangdi.

Yandi, spesso identificato con Shennong (“Divino Agricoltore”), è uno dei più antichi sovrani mitici cinesi, il cui nome (“Imperatore di Fiamma”) lo associa tradizionalmente al fuoco e, nel sistema dei cinque elementi, al sud e all’estate.

Shennong è tradizionalmente accreditato di aver insegnato agli uomini l’agricoltura, di aver assaggiato centinaia di erbe per scoprirne le proprietà medicinali — talvolta avvelenandosi nel farlo — e di aver inventato l’aratro. Fu sconfitto in battaglia da Huangdi dopo un conflitto per la supremazia, la battaglia di Banquan, pur restando venerato come co-progenitore, insieme a Huangdi, del popolo cinese, da cui l’espressione tradizionale “discendenti di Yandi e Huangdi”.

Il culto di Shennong come patrono dell’agricoltura e della medicina è rimasto vivo nella Cina imperiale attraverso cerimonie agricole annuali, e la sua opera è alla base del successivo trattato erboristico Shennong Bencao Jing, testo fondativo della farmacopea cinese tradizionale.

La tradizione racconta che Shennong assaggiò personalmente centinaia di erbe per saggiarne le proprietà, e che possedesse un ventre trasparente attraverso cui poteva osservare l’effetto di ogni pianta sui propri organi: un’immagine che fa del suo corpo il primo laboratorio farmacologico della civiltà cinese. Lo stesso racconto ha però un esito tragico, perché secondo alcune versioni morì avvelenato dall’ultima erba che sperimentò, facendo di lui una figura di sacrificio in nome della conoscenza. Il suo rapporto con Huangdi è ambivalente: la battaglia di Banquan li oppone come rivali per l’egemonia, ma la storiografia successiva li affianca nella sequenza dei sovrani civilizzatori accanto a Fuxi, ripartendo tra loro le tre conquiste fondanti — la divinazione, l’agricoltura e lo stato — in un’architettura che trasforma il mito in preistoria dinastica.

Questa divinità è collegata anche a Shan Hai Jing.

Le cerimonie imperiali dedicate a Shennong, celebrate ogni primavera fin dalla dinastia Zhou, prevedevano che l’imperatore stesso tracciasse simbolicamente il primo solco dell’anno con un aratro, un gesto rituale che riaffermava il mandato celeste del sovrano come garante della fertilità della terra e ripeteva, in scala dinastica, il gesto fondativo attribuito al dio-agricoltore. La pratica sopravvisse, con variazioni, fino agli ultimi secoli dell’impero, a testimonianza della persistenza di questo culto agrario nella legittimazione politica cinese.

Nella tradizione farmacologica cinese, gli oltre trecento rimedi elencati nello Shennong Bencao Jing vengono ancora oggi suddivisi secondo la classificazione in tre categorie attribuita al dio stesso: erbe superiori, prive di tossicità e adatte a un uso prolungato per il mantenimento della salute; erbe medie, da usare con cautela per curare specifici disturbi; ed erbe inferiori, potenti ma tossiche, riservate a trattamenti mirati e di breve durata. Questa tripartizione rimase alla base della farmacopea cinese tradizionale per oltre due millenni.

Dettagli
Dimora
Animali sacri
Bue (associato all'aratura)
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