Periodo storico
Tradizione orale maori, trascritta a partire dal XIX secolo
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Come dio della guerra è accostabile ad Ares nella mitologia greca e a Ogun nella tradizione yoruba.
Fonti
Tradizione orale maori; George Grey, Polynesian Mythology (1855); Tradizione orale maori; Elsdon Best, Maori Religion and Mythology (1924)

Tu

Tu (Tumatauenga, "Tu dal volto feroce")
Tu, dio polinesiano della guerra, figlio di Ranginui e Papatuanuku.

Tu (Tumatauenga, “Tu dal volto feroce”) è il dio della guerra e degli esseri umani nella mitologia maori, tra i figli di Ranginui e Papatuanuku che parteciparono alla separazione dei genitori primordiali. A differenza dei fratelli, Tu si oppose con determinazione al progetto di separazione, preferendo uccidere i genitori piuttosto che dividerli.

Una volta separati cielo e terra, Tu affrontò in battaglia i propri fratelli divini per il predominio: sconfisse Tane trasformando alberi in armi ed esche per catturare uccelli, sconfisse Tangaroa pescandone le creature con reti e ami, e soggiogò infine anche gli spiriti della terra coltivata, giustificando così simbolicamente il dominio umano sulla natura.

Patrono dei guerrieri e delle imprese belliche, Tu è invocato tradizionalmente prima delle battaglie e nei rituali legati al conflitto, incarnando l’aggressività necessaria alla sopravvivenza umana in un mondo naturale che, secondo il mito, fu conquistato con la forza dagli stessi discendenti divini della terra e del cielo.

La radicalità della posizione di Tu nel consiglio divino ha conseguenze permanenti anche dopo che i fratelli optano per la separazione: quando Ranginui, ferito dalla perdita della moglie, scatena le tempeste per vendetta attraverso il fratello Tāwhirimātea, l’unico dei figli rimasto fedele al padre e mai disposto a perdonare gli altri per la violenza inflitta ai genitori, tutti gli altri fratelli fuggono — Tane nelle foreste, Tangaroa negli abissi — e solo Tu resta a fronteggiare l’assalto. Da questa resistenza deriva il suo primato sugli uomini, e la tradizione ne fa il capostipite dell’umanità come specie che sola non ha un dominio naturale in cui rifugiarsi.

Per aver ottenuto la vittoria, Tu istituisce i riti che permettono agli uomini di consumare i figli dei fratelli — i pesci di Tangaroa, gli uccelli di Tane, le radici di Rongo — e ogni forma di sfruttamento delle risorse resta perciò subordinata a formule di appropriazione che ne riconoscono l’origine. Come divinità della guerra presidiava ai riti del taua: la costruzione delle fortificazioni pā, le danze di sfida, il tabù imposto ai guerrieri e la restituzione del tapu al rientro. Il suo nome per esteso, Tūmatauenga, «Tu dal volto rabbioso», è ancora oggi il nome maori dell’esercito neozelandese, Ngāti Tūmatauenga.

Questa divinità è collegata anche a La separazione di Rangi e Papa.

Un dio pan-polinesiano: da Tu a Kū

Il nome di Tu non è un’esclusiva maori: varianti fonetiche dello stesso dio della guerra ricorrono in tutta la Polinesia, dal Kū hawaiiano — venerato con rituali che in epoca precoloniale prevedevano anche sacrifici umani nei periodi di conflitto — al Tū tahitiano, a testimonianza di un’origine comune che affonda nelle tradizioni condivise dai naviganti che popolarono il Pacifico. In Nuova Zelanda, l’eredità di Tu sopravvive ancora oggi nella haka, la danza cerimoniale di sfida eseguita prima delle battaglie tradizionali e oggi reinterpretata in contesti sportivi e cerimoniali, in cui i movimenti aggressivi, le smorfie e i canti ritmati richiamano direttamente lo spirito bellicoso e la determinazione del dio dal volto feroce.

Dettagli
Dimora
Il mondo degli uomini, tra i quali è particolarmente venerato dai guerrieri
Animali sacri
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