Ranginui, il Padre Cielo, è insieme alla sposa Papatuanuku una delle due grandi divinità primordiali della mitologia maori, da cui ha origine l’intero mondo. Nella cosmogonia neozelandese, Rangi e Papa giacevano avvinti in un abbraccio eterno, tenendo i loro numerosi figli divini schiacciati e al buio nello stretto spazio tra i due corpi.
Fu il figlio Tane, dio delle foreste, a proporre e infine realizzare la separazione dei genitori, spingendo il cielo verso l’alto con le proprie gambe mentre la terra rimaneva sotto, creando così lo spazio luminoso in cui i figli divini poterono finalmente muoversi e dare origine al mondo naturale.
Separato per sempre da Papatuanuku, Ranginui continua a piangere la sposa perduta: la pioggia, secondo la tradizione maori, sono le sue lacrime che cadono verso la terra, mentre la rugiada del mattino rappresenta i sospiri di Papatuanuku che sale verso il cielo in segno di nostalgia reciproca.
Nella genealogia maori Ranginui non è il primo termine ma un anello di una catena: le whakapapa recitate dai tohunga risalgono attraverso Te Kore, il vuoto potenziale, e Te Pō, la notte, prima di giungere al cielo e alla terra, così che la cosmogonia polinesiana pensa l’origine come progressiva emersione dell’essere anziché come atto creativo. Il suo abbraccio con Papatuanuku non è quindi un principio assoluto ma uno stato che la generazione successiva dovrà superare, e la separazione operata dai figli è il passaggio da Te Pō a Te Ao Mārama, il mondo della luce.
Il figlio Tane, autore materiale della separazione, addolcisce la sorte del padre adornandolo con il sole, la luna e le stelle, e rovesciandolo perché i due coniugi non debbano guardarsi. Alcune tradizioni iwi conservano varianti in cui il ruolo del separatore spetta a Tu o a divinità locali, e la stessa vicenda ricompare alle Hawaii con Wākea e Papahānaumoku e a Tahiti con Atea e Papa, segno di un nucleo comune diffuso in tutto il triangolo polinesiano.
Questa divinità è collegata anche a La separazione di Rangi e Papa.
Il consiglio dei fratelli e la resistenza di Tawhirimatea
La decisione di separare Rangi e Papa non fu unanime tra i figli divini: mentre Tane insisteva per creare spazio e luce, il dio delle tempeste Tawhirimatea si oppose con veemenza, temendo che l’atto avrebbe esposto i genitori e i fratelli alla propria furia incontrollata, mentre Rongo, futuro custode delle piante coltivate, si schierò invece a favore della separazione, consapevole che solo nella luce del mondo nato dalla rottura sarebbe stato possibile far crescere il cibo per gli uomini a venire. La disputa tra i fratelli, con Tawhirimatea che si ritirò a scatenare in eterno venti e tempeste contro le creazioni degli altri, viene letta dalla tradizione maori come l’origine mitica del conflitto permanente tra le forze atmosferiche e la vita coltivata sulla terra.
