Periodo storico
Iconografia e iscrizioni gallica e gallo-romana (I secolo a.C. - I secolo d.C.), in particolare il Calderone di Gundestrup
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Le limitate fonti scritte rendono difficile ricostruirne il mito; associato in epoca gallo-romana a divinità della fertilità e dell'abbondanza
Fonti
Calderone di Gundestrup (I secolo a.C., rinvenuto in Danimarca); Pilastro dei Nautae Parisiaci (Parigi, I secolo d.C.); rilievo di Reims (Musée Saint-Remi); incisioni rupestri della Val Camonica (VIII-VII secolo a.C.)

Cernunnos

Cernunnos (attestato su iscrizioni galliche)
Cernunnos è il dio celtico dalle corna di cervo, signore della natura selvaggia, degli animali e della fertilità. A differenza di molte altre divinità celtiche, la sua conoscenza deriva quasi esclusivamente da iconografia archeologica, come il celebre Calderone di Gundestrup, più che da testi narrativi.

Cernunnos è il dio celtico dalle corna di cervo, signore della natura selvaggia, degli animali e dell’abbondanza. A differenza della maggior parte delle divinità celtiche note attraverso i manoscritti irlandesi o gallesi medievali, Cernunnos è documentato quasi esclusivamente attraverso l’iconografia archeologica gallica e gallo-romana, con pochissime attestazioni testuali.

La sua immagine più celebre compare sul Calderone di Gundestrup, un manufatto in argento del I secolo a.C. rinvenuto in Danimarca ma di probabile fattura o ispirazione celtica, dove il dio è raffigurato seduto in posizione meditativa, con corna di cervo, circondato da animali selvatici e nell’atto di reggere un torque, ornamento tipico della nobiltà celtica, e un serpente cornuto.

Il suo nome è attestato con certezza solo su un’iscrizione del Pilastro dei Nautae Parisiaci, un monumento eretto a Parigi nel I secolo d.C. dai battellieri della Senna, che lo associa ad altre divinità sia celtiche sia romane, testimoniando la sua venerazione ancora in epoca gallo-romana.

Data la scarsità di fonti narrative, gli studiosi moderni possono solo ipotizzare il suo ruolo mitologico sulla base dell’iconografia: la posizione assisa, la vicinanza agli animali selvatici e gli oggetti che regge suggeriscono una divinità legata alla fertilità, all’abbondanza naturale e forse a un ruolo di mediazione tra il mondo umano e quello selvaggio.

Ulteriori tracce iconografiche affini compaiono in diversi altri siti: un rilievo conservato a Reims raffigura una figura cornuta tra Apollo e Mercurio nell’atto di distribuire monete e cibo da un sacco, suggerendo un possibile ruolo legato alla prosperità economica; le incisioni rupestri della Val Camonica, in Italia settentrionale, mostrano già in epoca preromana (VII secolo a.C. circa) una figura assisa dalle corna simili, indicando che il tipo iconografico affondi in tradizioni religiose ben più antiche della civiltà celtica storica. Lo stesso teonimo “Cernunnos” è ricostruito su base linguistica dal gallico e non è mai attestato per intero se non nella forma incompleta dell’iscrizione parigina, alimentando tra gli studiosi il dibattito se si tratti di un nome comune a più popoli celtici o di una denominazione locale applicata a un tipo divino più ampio e diffuso.

Questa divinità è collegata anche a Il Triscele, Brigid e Dagda.

Il dio cornuto nel confronto interculturale e nella rinascita moderna

Cernunnos rientra in un motivo diffuso in molte mitologie, quello del “signore degli animali”, tema approfondito nel percorso comparativo Animali sacri e creature guardiane a confronto; tra le figure vicine per iconografia e funzione compaiono il greco Pan, dio dei pastori dal corpo caprino, e il romano Fauno, entrambi legati alla natura selvaggia e alla fertilità, sebbene nessuna fonte antica accosti esplicitamente queste divinità a Cernunnos.

A partire dal XX secolo Cernunnos ha conosciuto una seconda vita nella cultura contemporanea: i movimenti neopagani, in particolare la Wicca, lo hanno adottato come una delle incarnazioni del “Dio Cornuto”, controparte maschile della Dea Madre, mentre nel folclore inglese la figura di Herne il Cacciatore, spettro cornuto dei boschi di Windsor attestato dal XVI secolo, viene talvolta accostata a lui pur appartenendo a una tradizione distinta e più tarda.

Dettagli
Dimora
Le foreste selvagge, dominio simbolico della natura non addomesticata
Animali sacri
Cervo, di cui porta le corna; talvolta accompagnato da un serpente cornuto
Voci correlate
Torna in alto