Periodo storico
Attestata dall'Antico Regno, con massima diffusione nel Nuovo Regno
Fonti
James P. Allen, Middle Egyptian (per epiteti religiosi); amuleti e stele del British Museum e del Museo Egizio del Cairo

Taweret

Tawaret (egizio); Taweret (traslitterazione moderna)
Dea-demone protettiva dal corpo di ippopotamo gravido, arti di leone e coda di coccodrillo, invocata a protezione di partorienti e neonati attraverso amuleti diffusi in tutto l'Egitto.

Taweret è una delle figure protettive più amate e diffuse dell’antico Egitto, una divinità-demone composita raffigurata con il corpo di un’ippopotamo femmina gravida, gli arti e gli artigli di un leone, la schiena e la coda di un coccodrillo, e spesso i seni pendenti di una donna: un assemblaggio di tratti animali scelti non a caso, ciascuno associato a una forza materna aggressiva e protettiva nella fauna del Nilo.

Il suo dominio principale è la protezione delle donne incinte e delle partorienti: amuleti raffiguranti Taweret venivano indossati durante la gravidanza e il parto, e la sua immagine compare frequentemente su letti, cuscini e oggetti d’uso quotidiano legati alla maternità e all’infanzia, con la funzione di allontanare gli spiriti maligni e le forze ostili che potevano minacciare madre e neonato durante il momento più pericoloso della vita riproduttiva.

A differenza di molte altre creature ibride della religione egizia, associate a un pericolo da cui proteggersi, Taweret è quasi sempre benevola: la sua stessa forma minacciosa, quella dell’ippopotamo femmina, uno degli animali più aggressivi e temuti del Nilo quando difende i propri cuccioli, viene volta a scopo protettivo, incarnando l’idea che la ferocia materna, temibile per chiunque minacci la prole, sia proprio ciò che rende sicuri i bambini e le madri che la invocano.

Il culto di Taweret, praticato soprattutto a livello popolare e domestico più che nei grandi templi ufficiali, la avvicina per funzione ad altre grandi divinità materne e protettive del pantheon egizio come Hathor e Iside, sebbene la sua natura ibrida e la sua diffusione capillare come amuleto quotidiano la rendano una presenza particolarmente vicina alla vita concreta delle famiglie egizie, dal palazzo reale fino alle case più modeste.

Taweret viene spesso raffigurata mentre impugna il segno sa, simbolo geroglifico della protezione, o un coltello rituale, arma tradizionalmente associata alla difesa magica della casa e della famiglia contro forze ostili invisibili; in alcune rappresentazioni tardive compare inoltre appoggiata al geroglifico ankh, segno della vita, sottolineando il suo ruolo di garante non solo della sopravvivenza fisica del parto ma della vita stessa nel suo continuo rinnovarsi. La sua popolarità attraversa l’intera storia egizia fino al periodo tolemaico e romano, sopravvivendo come amuleto protettivo ben oltre il declino di molti culti templari maggiori, segno di quanto la protezione della maternità restasse un bisogno religioso costante e trasversale a ogni epoca e classe sociale.

Bes e Taweret: la coppia protettrice della casa egizia

Nell’iconografia domestica Taweret compare spessissimo accanto a Bes, il nano-leone dalla lingua sporgente e dall’aspetto volutamente grottesco, altra divinità apotropaica invocata contro gli spiriti notturni e i pericoli del parto: insieme, i due formavano una sorta di coppia protettiva complementare, lei incarnando la forza materna e lui la capacità di spaventare e mettere in fuga il male con la propria bruttezza rituale, ed entrambi comparivano fianco a fianco su letti, specchi, coppe e amuleti pensati per accompagnare la vita quotidiana delle famiglie egizie dalla nascita in poi.

Taweret nel cielo notturno e nei testi funerari

Oltre al suo ruolo domestico, Taweret venne integrata anche nella cosmologia religiosa più ampia: gli astronomi-sacerdoti egizi la identificarono con una delle costellazioni settentrionali che non tramontavano mai sotto l’orizzonte, rendendola un simbolo di protezione perenne legata all’ordine celeste, mentre nei testi funerari come il Libro dei Morti (Papiro di Ani) la sua immagine viene talvolta invocata per allontanare i serpenti e le forze del caos che minacciano il defunto nel proprio viaggio verso la rinascita, un’estensione naturale del suo compito di vegliare sul passaggio più pericoloso dell’esistenza, sia esso la nascita o la morte.

Dettagli
Tipologia
Habitat
Poteri e abilità
Punti deboli
Aspetto fisico
Tipo di creatura
Voci correlate
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