L’ocra, un pigmento minerale naturale che varia dal giallo al rosso intenso fino al bruno scuro a seconda della concentrazione di ossido di ferro, e uno dei materiali piu diffusamente usati in tutte le tradizioni aborigene australiane, impiegato nella pittura corporea cerimoniale, nell’arte rupestre, nella decorazione di oggetti sacri e, in alcune regioni, nelle pratiche funerarie.
I giacimenti di ocra di qualita particolarmente pregiata, in special modo quelli di colore rosso intenso, erano oggetto di un commercio a lunga distanza che attraversava il continente ben prima del contatto coloniale: alcuni siti di estrazione, come quello ben documentato di Bookartoo nell’Australia meridionale, attiravano gruppi provenienti da centinaia di chilometri di distanza per procurarsi il materiale, che veniva poi scambiato lungo reti commerciali articolate insieme ad altri beni.
Nella pittura corporea cerimoniale, l’ocra applicata secondo motivi specifici indica spesso l’appartenenza a un clan, il ruolo ricoperto in una cerimonia particolare o lo stadio di iniziazione raggiunto da chi la indossa: il colore, il disegno e la posizione dell’ocra sul corpo comunicano informazioni precise a chi sa leggerle, in un sistema visivo complesso quanto quello dei simboli incisi su altri oggetti cerimoniali.
L’ocra rossa e strettamente legata anche all’arte rupestre, incluse le immagini dei Wandjina del Kimberley, periodicamente ridipinte proprio con questo pigmento per rinnovarne la potenza secondo la tradizione, e alla pittura su corteccia praticata nell’Arnhem Land occidentale, la stessa tecnica artistica associata alle narrazioni su Lumaluma e sul proprio viaggio cerimoniale.
Ancora oggi l’ocra resta un materiale attivamente usato nelle cerimonie aborigene contemporanee e nell’arte aborigena professionale, dove artisti di diverse regioni continuano a impiegarla insieme a pigmenti moderni, in una continuita che lega le pratiche artistiche contemporanee direttamente a quelle documentate da migliaia di anni di uso continuativo sul continente.
La lavorazione dell’ocra per l’uso cerimoniale richiedeva spesso una preparazione accurata: il minerale grezzo veniva frantumato, macinato fino a ottenere una polvere fine e poi mescolato con un legante, tipicamente grasso animale o acqua, per ottenere una pasta applicabile sul corpo o sulla superficie da decorare, un processo che richiedeva tempo e competenza specifica tramandata all’interno della comunita.
Il diritto di accesso a un particolare giacimento di ocra, specialmente quelli di qualita piu pregiata, era spesso regolato da accordi tra i gruppi custodi del territorio in cui si trovava e i gruppi che desideravano procurarsene, un ulteriore esempio di come le risorse materiali fossero intrecciate con la legge e con le relazioni sociali tra comunita, non semplicemente disponibili per un libero prelievo.
