Periodo storico
Fonti
Tradizione orale māori e hawaiiana su Maui

Maui intrappola il sole

Il mito polinesiano di come Maui, con l'aiuto dei fratelli e dell'osso mascellare magico della nonna, intrappola il sole troppo veloce e lo costringe a rallentare, allungando le giornate.

Nei tempi antichi, raccontano le tradizioni polinesiane, il sole correva nel cielo con una velocità sfrenata: sorgeva e tramontava in poche ore, lasciando agli uomini giornate troppo brevi per coltivare i campi, pescare, intrecciare le stuoie o cuocere il cibo. Le madri si lamentavano di non riuscire a finire il lavoro prima del buio, e i sacerdoti invocavano invano un rimedio agli dèi. Fu allora che Maui, il semidio trickster già celebre per il suo ingegno, decise di intervenire dove nessun altro aveva osato.

Maui non affrontò il problema con la forza soltanto: si consultò con la nonna cieca, custode di saperi antichi, che gli rivelò come intrecciare corde robustissime con le fibre del cocco e dell’hau, capaci di resistere persino al calore dell’astro. Convinse poi i fratelli, riluttanti e scettici, ad accompagnarlo nel viaggio verso il pozzo da cui il sole sorgeva ogni mattina, un luogo remoto ai confini del mondo conosciuto, spesso identificato dalla tradizione hawaiiana con il cratere di Haleakalā.

Giunti di notte, i fratelli scavarono ripari di pietra e vi si nascosero, tendendo i lacci lungo il bordo del pozzo. Maui impugnò inoltre l’osso mascellare magico della nonna, la stessa arma che gli aveva permesso altre imprese, decisa a usarlo come clava. Quando il sole, chiamato in molte tradizioni Tama-nui-te-rā, emerse dal pozzo ignaro, i fratelli tirarono le corde tutte insieme, intrappolandolo saldamente prima che potesse guadagnare velocità.

Il sole, catturato e furioso, si dibatté e implorò pietà, bruciando i lacci uno dopo l’altro; ma Maui, senza lasciarsi impressionare, lo percosse ripetutamente con l’osso mascellare finché l’astro, ferito e indebolito, non accettò di rallentare il proprio cammino attraverso il cielo. Solo allora Maui sciolse i legami residui, lasciando che il sole riprendesse la sua corsa, ma ormai fiaccato e costretto a un passo più lento e regolare.

Da quel giorno, narra il mito, le giornate si allungarono a sufficienza da permettere agli uomini di lavorare, pescare e prendersi cura delle proprie famiglie prima del calare della notte; alcune versioni attribuiscono proprio alle ferite inferte in quello scontro il motivo per cui il sole appare più debole e rossastro all’alba e al tramonto, quando la sua luce filtra attraverso le cicatrici lasciate dai colpi di Maui.

L’episodio si inserisce nel più ampio ciclo delle imprese di Maui accanto alla ricerca dell’immortalità, componendo il ritratto di un eroe che piega le forze cosmiche a beneficio dell’umanità, spesso a proprio rischio: se la cattura del sole è un trionfo, il tentativo finale contro la dea della morte ne sarà invece la sconfitta che chiude, con toni più cupi, la parabola dell’eroe.

Le varianti regionali di questo racconto sono numerose: nelle tradizioni hawaiiane il luogo dello scontro è collocato sulla cima del vulcano Haleakalā, il cui nome significa letteralmente “casa del sole”, mentre nelle versioni māori della Nuova Zelanda l’episodio si svolge presso un pozzo mitico ai margini del mondo; a Tonga e in altre isole del Pacifico compaiono varianti in cui il numero dei fratelli coinvolti e la natura esatta dei lacci cambiano, ma il nucleo narrativo resta costante. Ciò che accomuna tutte le versioni è il ruolo di Maui come mediatore tra le forze cosmiche indifferenti e i bisogni concreti degli esseri umani, un tratto che lo accosta ad altre figure di eroi civilizzatori della mitologia mondiale, pur restando saldamente radicato nell’identità e nella geografia sacra polinesiana.

Dettagli
Sintesi della trama
Varianti del mito
Morale e insegnamento
Tipo di mito
Torna in alto