Periodo storico
Tradizione orale diffusa in tutta la Polinesia, dalla Nuova Zelanda alle Hawaii
Fonti
Tradizione orale maori e hawaiiana; George Grey, Polynesian Mythology (1855); Tradizione orale maori; George Grey, Polynesian Mythology (1855)

Maui

Maui (Maui-tikitiki-a-Taranga)
Maui, eroe semidivino della mitologia polinesiana, celebre per aver pescato le isole e rubato il fuoco.

Maui è il semidio trickster più celebre della mitologia polinesiana, protagonista di cicli di racconti condivisi, con variazioni locali, da Hawaii alla Nuova Zelanda fino a Tahiti. Nato prematuramente e abbandonato in mare dalla madre, fu salvato e cresciuto dagli dèi, ottenendo poteri straordinari e un ingegno proverbiale.

Tra le sue imprese più famose vi è la pesca delle isole del Pacifico: usando un amo magico ricavato dalla mascella della nonna, Maui pescò dal fondo dell’oceano intere masse di terra, dando origine, secondo la tradizione maori, all’Isola del Nord della Nuova Zelanda (Te Ika-a-Maui, “il pesce di Maui”).

Altrettanto celebre è il mito in cui Maui rallentò il corso del sole, allora troppo veloce nel suo cammino celeste, intrappolandolo con lacci intrecciati e costringendolo a rallentare per garantire giornate più lunghe agli uomini; secondo alcune tradizioni, Maui morì infine nel tentativo di conquistare l’immortalità per l’umanità, schiacciato dalla dea della morte Hine-nui-te-po mentre tentava di attraversarne il corpo addormentato.

Tra le imprese meno note ma altrettanto significative di Maui vi è il furto del fuoco alla dea guardiana Mahuika, sua antenata: dopo aver estinto deliberatamente tutti i fuochi del villaggio per gioco, Maui si reca da Mahuika a chiedere una fiamma, e la dea, generosa, gliene strappa una dopo l’altra dalle proprie unghie fiammeggianti, che ardono come artigli incandescenti. Quando Maui le spegne tutte per pura provocazione, Mahuika infuriata scaglia l’ultima unghia a terra, scatenando un incendio che Maui riesce a domare solo invocando la pioggia degli dèi: dalle scintille sopravvissute nascono, secondo la tradizione maori, gli alberi il cui legno ancora oggi viene usato per accendere il fuoco per attrito, un’origine eziologica che lega indissolubilmente l’astuzia del trickster alla tecnologia quotidiana del fuoco domestico.

L’amo magico con cui Maui pescò le isole aveva un nome proprio, Manaiakalani (“l’amo appeso dal cielo”), e la tradizione hawaiana lo identifica ancora oggi nella costellazione che gli osservatori occidentali chiamano Scorpione, la cui forma ricurva ricorda visivamente la sagoma dell’attrezzo mitico appeso nel cielo notturno. Questa lettura astronomica, condivisa con variazioni da diverse isole del Pacifico, mostra come i racconti di Maui non fossero soltanto intrattenimento, ma anche un modo per fissare nella memoria collettiva la posizione delle stelle utili alla navigazione oceanica, competenza vitale per popoli che attraversavano il Pacifico su canoe a doppio scafo guidandosi con il cielo.

La sua figura si estende a tutto il triangolo polinesiano — Māui alle Hawaii, dove ferma il sole sull’Haleakalā, Māui-tikitiki in Nuova Zelanda, Mauitikitiki a Tonga — e il confronto con Sun Wukong e Loki mostra un trickster che, unico dei tre, non viene mai punito né domato.

Questa figura è collegata anche a Tangaroa, Hawaiki e Tricksters e imbroglioni divini a confronto.

Dettagli
Origine
Nato prematuramente e gettato in mare dalla madre, salvato e cresciuto dagli dèi marini
Imprese principali
Pesca le isole polinesiane dal fondo dell'oceano con un amo magico, rallenta il sole per allungare il giorno, e ruba il fuoco per donarlo all'umanità.
Armi e oggetti magici
L'amo magico (matau) forgiato con la mascella dell'antenata Muri-ranga-whenua
Destino finale
Archetipo
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