Inti, il dio Sole, invia sulla terra i fratelli e sposi Manco Cápac e Mama Ocllo dalle acque del lago Titicaca, affidando loro un bastone d’oro con l’incarico di fondare un regno civile ovunque quel bastone, gettato a terra, si fosse affondato senza resistenza, segno di un suolo fertile e adatto alla coltivazione.
I due fratelli-sposi vagano a lungo verso nord, saggiando il terreno in diverse località senza successo, finché giunti su una collina chiamata Huanacauri, nella valle che diventerà Cuzco, il bastone d’oro si infila nel terreno e scompare completamente: è il segno che Inti attendeva. Manco Cápac si stabilisce lì con gli uomini che lo accompagnano, insegnando loro l’agricoltura e le arti maschili, mentre Mama Ocllo istruisce le donne nella tessitura e nelle arti domestiche, gettando le basi organizzative della futura capitale imperiale.
Il mito, riportato con alcune varianti anche da Garcilaso de la Vega nei suoi Comentarios Reales, legittima la stirpe regnante degli Inca come discendenti diretti del Sole e fondatori civilizzatori, e continuò a essere invocato dai sovrani successivi, incluso l’ultimo imperatore indipendente, come fondamento sacro del proprio diritto a governare Cuzco e l’intero Tahuantinsuyu.
Una versione alternativa, riportata dal cronista Pedro Sarmiento de Gamboa, sostituisce il viaggio dal Titicaca con l’emergere dei fondatori da tre caverne presso Pacaritambo (Ayar Manco insieme ai fratelli Ayar Cachi, Ayar Uchu e Ayar Auca), un racconto di origine ctonia piuttosto che solare-lacustre: la convivenza di più tradizioni fondative, spesso in tensione tra loro, testimonia come i sovrani inca abbiano rielaborato più volte la propria genealogia sacra per rafforzare la legittimità dinastica agli occhi di popolazioni conquistate con miti locali differenti.
Il primo Sapa Inca e la fondazione della città sacra
Con l’insediamento sulla collina di Huanacauri, Manco Cápac diventa il primo Sapa Inca, il “solo Inca” da cui la tradizione fa discendere per via dinastica tutti i sovrani successivi dell’impero: la sua figura, a metà tra fondatore civilizzatore e progenitore semidivino in virtù della discendenza diretta da Inti, fornisce la legittimazione religiosa fondamentale su cui si regge l’intero ordine politico incaico, presentando ogni successivo Sapa Inca come erede diretto di questo primo atto fondativo voluto dal Sole.
La città che sorge nel punto esatto in cui il bastone d’oro scompare nel terreno diventa Cuzco, che nella lingua quechua significa letteralmente “ombelico del mondo”: questa denominazione non è casuale, ma riflette la concezione secondo cui la capitale, proprio in virtù della propria origine miracolosa, occupasse il centro geografico e spirituale dell’intero cosmo andino, punto di irradiazione da cui i quattro suyu dell’impero si sarebbero in seguito estesi verso le quattro direzioni cardinali.
