Il fallimento della missione contro la Chimera non induce il re Iobate ad arrendersi: convinto che una singola prova, per quanto ardua, non basti a dimostrare in modo definitivo l’esistenza di un favore divino su Bellerofonte, decide di sottoporlo a una serie di nuove imprese, ciascuna scelta per la sua difficoltà quasi insormontabile.
La prima di queste nuove prove è lo scontro contro i Solimi, un fiero popolo delle montagne della Licia che nessun esercito regolare è mai riuscito a sottomettere del tutto: volando su Pegaso, Bellerofonte li affronta e li respinge con una facilità che lascia sbigottita l’intera corte, dimostrando ancora una volta il vantaggio decisivo offerto dal cavallo alato contro nemici terrestri.
Subito dopo, Iobate lo invia contro le Amazoni, le leggendarie guerriere che vivono ai margini del mondo conosciuto e che nessun esercito licio aveva mai osato affrontare in campo aperto: anche in questo caso Bellerofonte, sfruttando la superiorità aerea di Pegaso, riesce a respingerle senza subire perdite significative tra i propri uomini.
Esaurite le imprese belliche, Iobate tenta un ultimo, disperato stratagemma: tende un’imboscata all’eroe con i migliori guerrieri del proprio regno, appostati lungo la via del suo ritorno. Ma Bellerofonte, avvertito in tempo o semplicemente favorito ancora una volta dalla sorte divina, li sorprende e li annienta, lasciando Iobate senza più alcun dubbio sulla reale natura del proprio ospite.
Di fronte a tanta evidenza, il re licio decide finalmente di rivelare a Bellerofonte il contenuto della lettera sigillata che portava con sé fin dal primo giorno, chiedendogli perdono per l’inganno ordito ai suoi danni: lungi dal punirlo, gli offre in sposa la propria figlia Filonoe e metà del regno di Licia, riconoscendo pubblicamente in lui l’eroe scelto dagli dèi che le prove superate avevano già dimostrato essere.
Il ciclo delle prove imposte da Iobate segna così il culmine della parabola ascendente di Bellerofonte: da esule ingiustamente accusato e condannato a morte senza saperlo, l’eroe diventa in pochi anni sposo di una principessa e co-reggente di un regno straniero, un rovesciamento di fortuna che la tradizione greca considera la prova più eloquente del favore che gli dèi possono concedere a chi affronta l’ingiustizia con coraggio e umiltà.
Le tre prove imposte a Bellerofonte dopo la Chimera condividono un tratto comune che la tradizione antica non manca di sottolineare: ciascuna avrebbe potuto essere fatale per un guerriero privo del vantaggio aereo garantito da Pegaso, e tuttavia l’eroe le supera tutte senza mai perdere il favore divino che lo accompagna fin dal sogno in cui Atena gli dona il morso d’oro. Questa insistenza della tradizione nel moltiplicare le prove, anziché fermarsi al successo contro la Chimera, serve a costruire un climax narrativo che rende ancora più clamorosa e definitiva la resa finale di Iobate, trasformando quello che era iniziato come un tentativo di omicidio mascherato da onore in una vera e propria consacrazione regale dell’eroe perseguitato.
