Periodo storico
Fonti
Leyenda de los Soles; Codice Fiorentino di Bernardino de Sahagún

La creazione del Quinto Sole

Il mito azteco che narra come, dopo la distruzione dei quattro soli precedenti, gli dèi si riunirono a Teotihuacan e il sacrificio di Nanahuatzin nel fuoco sacro diede origine al sole della quinta e attuale era cosmica.

Secondo la tradizione azteca, il mondo attuale non è il primo: prima di esso si sono succedute quattro ere cosmiche, ciascuna dominata da un sole diverso e ciascuna conclusa da una catastrofe (acqua, fuoco, vento, belve feroci). Quando anche il quarto sole si estinse, gli dèi si riunirono nell’oscurità totale a Teotihuacan per decidere chi si sarebbe sacrificato per diventare il nuovo astro che avrebbe illuminato la quinta era.

Il sacrificio nel braciere divino

Due divinità si offrirono per il compito: Tecciztecatl, ricco e ornato di piume preziose, e il modesto Nanahuatzin, coperto di piaghe. Entrambi digiunarono e si prepararono al sacrificio davanti a un grande braciere acceso. Al momento decisivo, Tecciztecatl esitò per ben quattro volte davanti alle fiamme, mentre Nanahuatzin, senza indugio, si gettò nel fuoco e ne uscì trasformato nel sole. Vergognandosi della propria esitazione, anche Tecciztecatl si gettò infine nelle braci, divenendo la luna: per questo, secondo il mito, la luna splende con una luce più debole del sole, quasi a scontare l’antica indecisione.

Il nuovo sole, tuttavia, rimase immobile nel cielo, rifiutandosi di muoversi finché tutte le altre divinità non si offrirono in sacrificio per nutrirlo con il proprio cuore: solo dopo questa offerta collettiva il vento Quetzalcoatl riuscì a far muovere l’astro lungo il suo cammino nel cielo.

Il fondamento religioso del sacrificio umano

Questo mito costituisce la giustificazione teologica centrale della pratica del sacrificio umano nella religione azteca: se gli stessi dèi si erano sacrificati per generare e mettere in movimento il sole, gli uomini erano tenuti a restituire quel debito cosmico offrendo sangue e cuori, affinché il quinto sole non si estinguesse come i quattro precedenti.

Il sacrificio di Nanahuatzin e Tecciztecatl

Riuniti a Teotihuacán al buio, gli dèi chiedono un volontario disposto a gettarsi nel fuoco sacro per diventare il nuovo sole: si offre inizialmente il ricco e vanitoso Tecciztecatl, ma al momento decisivo esita per ben quattro volte davanti alle fiamme, mentre l’umile e malato Nanahuatzin si lancia senza esitazione, trasformandosi nel sole nascente. Umiliato dalla propria codardia, Tecciztecatl si getta a sua volta nel fuoco subito dopo, diventando la luna, ma la sua luce, pari a quella del sole per essersi gettato con minore purezza d’intenti, viene attenuata dagli altri dèi che gli lanciano un coniglio in faccia, spiegando così l’origine mitica delle macchie lunari visibili ancora oggi.

Il movimento del sole ottenuto col sangue divino

Anche dopo essere sorto, il nuovo sole rimane immobile all’orizzonte, rifiutandosi di muoversi finché gli altri dèi non si sacrificano offrendogli il proprio sangue e il proprio cuore, un atto fondativo che nella cosmologia azteca giustificava la necessità perenne dei sacrifici umani: se gli dèi stessi avevano dato la vita per mettere in moto il sole, era compito dell’umanità nutrirlo a sua volta per garantirne il movimento quotidiano attraverso il cielo.

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