Macha è, nella mitologia irlandese, una figura femminile sovrannaturale legata a Emain Macha, la cui storia più nota racconta come, costretta dal marito mortale Crunnchu a correre contro i cavalli del re dell’Ulster mentre è incinta di gemelli, dia origine a una maledizione destinata a segnare per sempre il destino del regno.
Sposata in segreto a Crunnchu, Macha lo supplica di non vantarsi della sua velocità sovrumana davanti al re, ma l’uomo, ubriaco durante una festa, non resiste alla tentazione di affermare che sua moglie corre più veloce dei cavalli reali; il re, offeso, minaccia di uccidere Crunnchu se Macha non dimostra immediatamente quanto affermato.
Nonostante sia al termine della gravidanza, Macha è costretta a correre contro i cavalli del re: vince la gara, ma partorisce due gemelli proprio al momento del traguardo e, prima di morire per lo sforzo, lancia una maledizione su tutti gli uomini dell’Ulster, condannandoli a provare, nei momenti di maggiore pericolo per il regno, i dolori del parto per cinque giorni e quattro notti.
Una maledizione che risparmia un solo eroe
Solo Cú Chulainn, il più grande guerriero del ciclo dell’Ulster, risulta immune alla maledizione di Macha, una condizione che si rivelerà decisiva proprio nei momenti in cui l’Ulster si troverà a dover affrontare da solo, senza l’aiuto degli altri guerrieri paralizzati dal dolore, le minacce più gravi alla propria sopravvivenza. Il mito lega così indissolubilmente il destino della provincia alla giustizia mancata verso una donna e all’eccezionalità del suo unico eroe indenne.
Il Noínden Ulad, la maledizione che apre la Táin
La punizione lanciata da Macha è nota nella tradizione gaelica come Noínden Ulad (o ces noínden), letteralmente “il travaglio degli uomini dell’Ulster”, e non è un semplice dettaglio folklorico ma la premessa narrativa da cui si apre la Táin Bó Cúailnge: è proprio perché i guerrieri della provincia giacciono paralizzati dai dolori del parto che la difesa dell’Ulster contro l’invasione della regina Medb ricade quasi interamente sulle spalle del giovane Cú Chulainn. La maledizione di Macha fornisce così la logica interna che spiega perché l’intera epopea nazionale irlandese ruoti attorno a un solo eroe.
Una Macha distinta dalla dea della guerra?
Gli studiosi discutono se questa Macha, sposa mortale di Crunnchu e vittima di un’ingiustizia regale, sia la stessa figura della dea Macha associata alla triade guerriera della Morrígan, oppure una tradizione locale distinta, in origine forse una divinità della sovranità e della fertilità, poi fusa nei testi medievali con il più ampio complesso mitologico della dea della guerra. Entrambe le letture concordano comunque su un punto: il nome di Macha resta indissolubilmente legato al tema della vendetta femminile contro l’abuso del potere maschile, qui esercitato attraverso il corpo stesso della protagonista. Il motivo della gara imposta a una donna incinta, e della maledizione psicofisica che ne consegue, non ha paralleli diretti in altre mitologie del corpus studiato finora sul sito, il che rende questo racconto un caso particolarmente originale nel trattare il tema, ricorrente altrove in forme diverse, della vendetta soprannaturale femminile contro un sopruso pubblico.
