Uno degli episodi piu ricorrenti nelle narrazioni associate al viaggio dei Wati Kutjara riguarda la caccia al canguro, un evento che nel deserto occidentale australiano viene raccontato come momento fondativo di diverse tecniche venatorie ancora osservate dai cacciatori del territorio.
Secondo il racconto, i Due Uomini avvistarono un grande canguro maschio e lo inseguirono per giorni attraverso il deserto, un inseguimento che li porto ad attraversare diversi tipi di terreno — dune di sabbia, distese pietrose, boscaglia rada — ciascuno dei quali richiedeva una tecnica di tracciamento diversa. La narrazione descrive in dettaglio come i due eroi impararono a leggere le tracce del canguro su ciascun tipo di terreno, un sapere pratico che il racconto presenta come acquisito durante l’inseguimento stesso piuttosto che gia posseduto fin dall’inizio.
L’inseguimento si conclude in punti diversi del paesaggio a seconda delle versioni locali raccolte lungo la via ancestrale, ciascuna comunita che custodisce un tratto del percorso aggiungendo il proprio dettaglio specifico alla narrazione complessiva: alcune versioni concludono la caccia presso una sorgente d’acqua, che il racconto attribuisce alla sete del canguro esausto, altre presso una formazione rocciosa che sarebbe la trasformazione finale dell’animale stesso una volta raggiunto e abbattuto dai due cacciatori.
La caccia dei Wati Kutjara si differenzia dal ruolo del kurdaitcha, il vendicatore rituale la cui azione e mirata a un bersaglio umano designato dalla legge: qui l’inseguimento riguarda un animale, e il racconto insegna non la vendetta ma la competenza tecnica necessaria alla sopravvivenza nel deserto, un sapere pratico trasmesso attraverso la forma narrativa piuttosto che attraverso l’istruzione diretta.
Questo tipo di narrazione venatoria, in cui la conoscenza del territorio e delle tecniche di caccia viene trasmessa attraverso il racconto delle imprese degli eroi ancestrali, e un genere diffuso in molte tradizioni del deserto australiano, dove la sopravvivenza in un ambiente arido rendeva essenziale la trasmissione accurata di questo tipo di sapere pratico da una generazione all’altra.
Le narrazioni venatorie di questo tipo restano un elemento vivo della trasmissione culturale nel deserto australiano, spesso raccontate ancora oggi ai piu giovani durante le uscite di caccia stesse, in un intreccio diretto tra pratica e racconto che rinforza reciprocamente la memoria del territorio e la competenza tecnica necessaria a muoversi al suo interno.
Le diverse conclusioni locali dell’inseguimento, ciascuna legata a un sito specifico riconosciuto dalla comunita che lo custodisce, sono un esempio tipico di come le grandi vie ancestrali del deserto australiano non siano narrazioni fisse e uniche ma reti flessibili di racconto, in cui ogni gruppo lungo il percorso puo aggiungere legittimamente il proprio dettaglio locale senza contraddire la struttura complessiva della narrazione condivisa.
