Tra i racconti che gli Anangu, proprietari tradizionali di Uluru, hanno scelto di rendere pubblici attraverso i materiali educativi ufficiali del parco nazionale Uluru-Kata Tjuta, il racconto di Kuniya e Liru è tra i più conosciuti dai visitatori. Va premesso con chiarezza che questa narrazione è una delle poche componenti del Tjukurpa relativo a Uluru che gli stessi Anangu hanno deciso di condividere apertamente con il pubblico: la maggior parte della conoscenza cerimoniale legata al sito resta riservata secondo le regole tradizionali di genere e iniziazione, e questa voce riporta esclusivamente la versione pubblica autorizzata.
Secondo la versione diffusa nei materiali di Parks Australia, Kuniya, donna ancestrale dalle sembianze di pitone tappeto, viaggiò da est verso Uluru per raggiungere il nipote, la cui covata di uova era minacciata. Lungo il cammino portò con sé le uova, deponendole in un luogo che la tradizione associa a una precisa formazione rocciosa sul versante orientale del monolite. Giunta a destinazione, Kuniya si scontrò con Liru, uomo ancestrale dalle sembianze di serpente velenoso, in un conflitto che la narrazione pubblica collega a diverse crepe e segni visibili sulla superficie di Uluru, spiegati come tracce lasciate dallo scontro.
Il racconto di Kuniya e Liru viene utilizzato nei programmi di interpretazione culturale del parco per introdurre i visitatori al principio fondamentale del Tjukurpa: l’idea che gli eventi delle figure ancestrali abbiano plasmato direttamente le caratteristiche fisiche del paesaggio, e che ogni formazione rocciosa, ogni crepa e ogni sorgente porti con sé una narrazione specifica, nota ai custodi tradizionali del territorio. Le guide Anangu che accompagnano i visitatori lungo il sentiero alla base di Uluru spesso indicano dal vivo i punti associati a questo racconto, offrendo un’esperienza diretta del legame tra narrazione e paesaggio.
È importante sottolineare che la scelta di quali racconti rendere pubblici e quali mantenere riservati spetta esclusivamente agli Anangu, secondo un sistema di responsabilità e diritto cerimoniale che questa enciclopedia si limita a riportare senza interpretare oltre quanto ufficialmente diffuso. Il racconto di Kuniya e Liru non va quindi considerato rappresentativo dell’intero corpus del Tjukurpa relativo a Uluru, ma come una delle sue componenti pubbliche, condivisa dagli stessi custodi con finalità educative.
Il principio narrativo per cui le vicende di esseri ancestrali plasmano il paesaggio ricorre, con forme e contenuti specifici e non comparabili tra loro, anche in altre tradizioni aborigene australiane: come esplorato nel percorso Il paesaggio come testo ancestrale, ogni popolo aborigeno australiano legge il proprio territorio attraverso un corpus di racconti radicato nella propria storia e nel proprio diritto, senza che questo implichi un’origine condivisa tra le diverse tradizioni.
Oggi il racconto di Kuniya e Liru è tra gli strumenti principali con cui gli Anangu comunicano ai visitatori il significato culturale di Uluru, contribuendo a un turismo che gli stessi proprietari tradizionali si impegnano a orientare verso il rispetto e la comprensione, piuttosto che verso la semplice osservazione di un’attrazione naturale.
