Periodo storico
Capitale della Rus' di Kiev, pantheon eretto nel 980 e distrutto nel 988 d.C.
Fonti
Povest' vremennykh let (Cronaca degli anni passati), XII secolo

Kiev

Кыѥвъ (Kyjev)
Capitale della Rus' pagana, sede del pantheon di divinità eretto da Vladimir I e teatro della sua distruzione al momento della cristianizzazione.

Kiev è, nella tradizione storico-mitologica slava orientale, la città fondatrice e il centro religioso-politico della Rus’ pagana: qui il principe Vladimir I Svjatoslavič eresse nel 980 un pantheon di idoli lignei dedicati alle principali divinità slave — Perun in testa, accanto a Chors, Dažbog, Stribog, Semargl e Mokosh — su una collina fuori dal palazzo principesco, nel tentativo di unificare sotto un unico culto di stato le tradizioni religiose delle diverse tribù slave orientali sottomesse a Kiev.

Il ruolo di Kiev come centro del culto di Perun si rivela in modo ancora più netto nel momento della sua distruzione: nell’anno 988, dopo aver adottato il cristianesimo bizantino, lo stesso Vladimir ordinò che l’idolo di Perun fosse legato alla coda di un cavallo, trascinato giù dalla collina e gettato nelle acque del fiume Dnepr, mentre dodici uomini lo percuotevano con bastoni per tutto il tragitto: un gesto pubblico di rottura simbolica con il paganesimo che le cronache descrivono come accompagnato dal pianto della popolazione, ancora legata al vecchio culto.

Il battesimo collettivo degli abitanti di Kiev nelle acque del Dnepr, avvenuto subito dopo la distruzione degli idoli, segna convenzionalmente l’inizio della cristianizzazione ufficiale della Rus’, ma le fonti successive e il folklore contadino sopravvissuto per secoli testimoniano quanto le pratiche pagane, incluso il culto di Perun sotto le spoglie di Sant’Elia, siano rimaste attive nelle campagne ben oltre la conversione formale della capitale.

Come il Monte Olimpo per il pantheon greco, Kiev funge da centro geografico e simbolico attorno a cui si organizza l’intera struttura religiosa slava orientale pre-cristiana descritta dalle fonti medievali, sebbene la differenza sia sostanziale: mentre l’Olimpo è una sede divina permanente e sovrumana, il pantheon di Kiev fu una costruzione politica precisa, voluta da un sovrano per motivi di consolidamento del potere, e per questo tanto più facilmente smantellabile quando lo stesso sovrano decise di cambiare religione di stato.

Gli storici della religione slava considerano l’episodio di Kiev uno dei rari casi in cui la nascita e la fine ufficiale di un intero pantheon pagano sono documentate con precisione cronologica da fonti scritte contemporanee o quasi contemporanee, offrendo una finestra rara sulla dimensione politica — non solo spirituale — della religione slava precristiana, in un continente dove la maggior parte dei culti pagani europei scomparve senza lasciare resoconti altrettanto dettagliati della propria istituzione e del proprio smantellamento.

Archeologicamente, gli scavi condotti a Kiev nel XX secolo hanno effettivamente individuato tracce di una piattaforma cerimoniale sulla collina del palazzo principesco compatibile con la descrizione cronachistica del santuario di Vladimir, incluse buche circolari interpretate come basi per gli idoli lignei: un raro caso in cui la testimonianza scritta medievale trova un riscontro, per quanto parziale e dibattuto fra gli archeologi, nella documentazione materiale del sito stesso.

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