Narodnye russkie skazki (“Fiabe popolari russe”) è la più vasta e influente raccolta di fiabe della tradizione slava orientale, compilata fra il 1855 e il 1863 dal filologo ed etnografo Aleksandr Afanas’ev, che riunì circa seicento racconti provenienti da tutta la Rus’ in un’opera monumentale paragonabile, per portata e importanza fondativa, alla raccolta dei fratelli Grimm per l’area germanica: fu Afanas’ev, più di ogni altro singolo studioso, a fissare per iscritto e a rendere accessibile al pubblico colto l’immenso patrimonio orale contadino altrimenti destinato a disperdersi con l’urbanizzazione della Russia del XIX secolo.
Dalla raccolta di Afanas’ev provengono la maggior parte delle fiabe oggi più note del folklore slavo: i molteplici cicli di Vasilisa Premudraja e Vasilisa la Bella, le innumerevoli apparizioni di Baba Jaga, il ciclo dell’uccello di fuoco (Žar-ptica), le avventure di Ivan Carevič e del lupo grigio magico, e decine di altre narrazioni che costituiscono ancora oggi il nucleo dell’immaginario fiabesco russo insegnato nelle scuole e adattato in cinema, teatro e illustrazione.
Il metodo di lavoro di Afanas’ev, ispirato ai fratelli Grimm ma applicato a un corpus assai più ampio, prevedeva la raccolta di più varianti regionali della stessa fiaba, spesso pubblicate una accanto all’altra per documentare le differenze fra le versioni tramandate in aree geografiche diverse dell’impero russo: un approccio filologicamente rigoroso per l’epoca, che rende la raccolta preziosa non solo come repertorio narrativo ma anche come documento della variabilità regionale del folklore slavo orientale.
La pubblicazione della raccolta non fu priva di ostacoli: la censura zarista bloccò per anni la diffusione di alcune fiabe considerate irriverenti verso il clero o le autorità, mentre una raccolta separata di fiabe a contenuto esplicitamente erotico o scurrile compilata dallo stesso Afanas’ev (Russkie zavetnye skazki) poté essere pubblicata solo all’estero, in forma anonima, e circolò clandestinamente in Russia per decenni prima di essere riconosciuta ufficialmente come opera dello studioso.
Ancora oggi la raccolta di Afanas’ev rimane il riferimento canonico per lo studio del folklore fiabesco slavo orientale, tanto da essere stata la fonte primaria utilizzata dal formalista russo Vladimir Propp per elaborare, nel celebre saggio “Morfologia della fiaba” del 1928, il modello strutturale delle funzioni narrative applicato in seguito allo studio comparato delle fiabe di tutto il mondo.
L’influenza della raccolta di Afanas’ev travalica i confini della sola letteratura popolare: compositori come Igor’ Stravinskij attinsero direttamente al suo repertorio per opere quali “L’uccello di fuoco”, mentre generazioni di illustratori russi, da Ivan Bilibin in poi, hanno costruito l’immaginario visivo oggi associato universalmente alla fiaba slava proprio a partire dai testi fissati da Afanas’ev, rendendo la sua opera un ponte fondamentale fra la cultura contadina orale e l’arte colta russa dei secoli successivi.
