L’Huainanzi (淮南子, “I maestri di Huainan”) è una compilazione filosofica ed enciclopedica assemblata attorno al 139 a.C. sotto la direzione di Liu An, principe di Huainan, e di un gruppo di studiosi riuniti alla sua corte. Il testo mescola cosmologia daoista, teoria politica e miti cosmogonici in ventun capitoli, ed è oggi una delle fonti più importanti per ricostruire la mitologia cinese arcaica, spesso trasmessa altrove solo in frammenti sparsi.
Il capitolo Tianwen (“Modelli celesti”) e il capitolo Lanming (“Nella luce velata”) contengono alcuni dei racconti cosmogonici più completi che siano sopravvissuti dall’antichità cinese: la separazione primordiale del cielo e della terra dal caos originario, l’ordinamento dello yin e dello yang, e il celebre episodio in cui Nüwa ripara una frattura nella volta celeste fondendo pietre di cinque colori, dopo che il gigante Gong Gong, sconfitto in battaglia, aveva sbattuto la testa contro il pilastro cosmico del monte Buzhou facendo crollare parte del cielo.
L’Huainanzi è anche una delle prime fonti scritte a riportare per esteso il mito dei dieci soli e della loro caduta a opera dell’arciere Yi (Hou Yi nelle versioni successive), così come il racconto della fuga di Chang’e verso la luna dopo aver bevuto l’elisir di immortalità sottratto al marito. Il testo intreccia costantemente questi miti con la sua vera preoccupazione filosofica, mostrare come l’ordine cosmico e quello politico rispondano agli stessi principi di equilibrio fra le forze opposte.
Accanto ai racconti cosmogonici, l’Huainanzi tramanda anche episodi legati a Fuxi, il sovrano culturale che insieme a Nüwa avrebbe insegnato agli uomini le arti della civiltà: la pesca con le reti, l’allevamento, i primi trigrammi divinatori. In molte versioni tarde della genealogia mitica cinese, Fuxi e Nüwa vengono presentati come fratelli e sposi, progenitori dell’umanità dopo un diluvio, sebbene l’Huainanzi stesso li tratti come figure distinte con ruoli complementari più che come coppia.
Filologicamente, l’Huainanzi occupa una posizione particolare: è un testo di sintesi, scritto quando le tradizioni orali più antiche stavano già confluendo in un canone letterario, e per questo offre spesso la versione più organica e filosoficamente elaborata di miti che altrove sopravvivono solo come allusioni frammentarie in poesia o in cronache storiche.
La sua influenza si estende ben oltre l’antichità: concetti come l’alternanza di yin e yang applicata alla cosmogonia, e l’immagine di un caos primordiale ordinato per gradi successivi, restano ancora oggi un riferimento centrale per chiunque studi le origini del pensiero cosmologico cinese.
Per questo motivo l’Huainanzi viene spesso definito, più che un semplice testo religioso, un ponte fra mito e filosofia naturale: un tentativo di dare un fondamento razionale coerente a narrazioni che, nella tradizione orale precedente, circolavano come episodi slegati fra loro.
