Periodo storico
Fonti

Rātā

Eroe polinesiano che costruisce una canoa da guerra per vendicare il padre, dopo aver imparato il rispetto per gli spiriti della foresta.

Rātā è un eroe della mitologia polinesiana, celebre per l’impresa di costruire una grande canoa da guerra per vendicare la morte del padre. Secondo la tradizione maori e delle isole del Pacifico, per realizzare l’imbarcazione Rātā abbatte nella foresta un albero sacro senza chiedere il permesso agli spiriti della foresta, i Tane-mahuta e i piccoli custodi del bosco.

La notte seguente, al suo ritorno, Rātā trova l’albero rialzato e ricomposto come se non fosse mai stato tagliato: è la punizione degli spiriti per la sua mancanza di rispetto. Solo dopo aver chiesto scusa e ottenuto il perdono, Rātā riceve l’aiuto degli spiriti stessi, che in una sola notte costruiscono per lui la canoa, la Niu Rangi, pronta a solcare l’oceano.

Con la canoa completata, Rātā salpa per affrontare i mostri marini che avevano ucciso suo padre, tra cui il temibile Te Wheke-a-Muturangi, il gigantesco polpo che infesta le rotte tra le isole, e altre creature affini al Taniwha che popolano acque e fiumi del mondo polinesiano. Il viaggio di Rātā, come quello di altri grandi navigatori, muove verso le rotte che collegano le isole a Hawaiki, la patria ancestrale da cui i popoli polinesiani si dice siano partiti per colonizzare il Pacifico.

Il mito di Rātā insegna il rispetto dovuto alla foresta e ai suoi custodi invisibili: nessuna grande impresa, nemmeno la costruzione di una canoa capace di sfidare mostri marini, può prescindere dall’armonia con le forze della natura. È un racconto ricorrente in molte varianti in tutta la Polinesia, dalle Isole Cook alla Nuova Zelanda, segno della sua importanza come modello di eroe che unisce coraggio e umiltà.

Come le imprese del navigatore Kupe, anche quella di Rātā celebra il rapporto sacro tra gli antichi polinesiani, il mare e le grandi canoe che permisero loro di popolare le isole del Pacifico: entrambi i racconti trasformano un’impresa marittima personale in un modello collettivo di navigazione e scoperta.

Il dominio degli dèi e la doppia lezione di Rātā

L’errore iniziale di Rātā non è un semplice incidente narrativo, ma una violazione di un ordine sacro ben preciso: la foresta abbattuta senza permesso appartiene a Tane, il dio che nella cosmogonia polinesiana separa cielo e terra e genera gli alberi, gli uccelli e le creature dei boschi. Solo riconoscendo questa signoria e chiedendo perdono ai suoi custodi, Rātā ottiene la collaborazione degli spiriti e può vedere la propria canoa costruita in una sola notte, un dono che restituisce equilibrio dove prima c’era stata prevaricazione.

Una volta in mare, Rātā entra in un secondo dominio altrettanto sacro, quello di Tangaroa, signore degli oceani e padre delle creature marine che l’eroe deve affrontare per vendicare il padre. Il mito costruisce così una progressione simmetrica, dalla foresta al mare, in cui ogni vittoria di Rātā non è mai una conquista sull’ambiente naturale, ma il risultato di un patto rinnovato con le potenze divine che lo governano.

Dettagli
Origine
Racconto tradizionale diffuso in tutta la Polinesia, dalle Isole Cook alla Nuova Zelanda, legato al ciclo dei grandi navigatori.
Imprese principali
Abbatte un albero sacro per costruire la canoa Niu Rangi, ottiene il perdono degli spiriti della foresta e salpa per vendicare il padre ucciso dai mostri marini.
Armi e oggetti magici
La canoa da guerra Niu Rangi
Destino finale
Compiuta la vendetta contro i mostri marini, Rātā diventa un modello di eroe che unisce coraggio guerriero e rispetto per le forze della natura.
Archetipo
Voci correlate
Torna in alto