Huemac è, secondo la tradizione nahua, l’ultimo sovrano di Tollan (Tula), la leggendaria capitale tolteca: il suo regno segna la fine di un’epoca d’oro e l’inizio del declino toltecheco, causato dagli inganni del dio Tezcatlipoca.
Un regno minato dagli inganni divini. Nella tradizione, Tezcatlipoca — dio dello specchio fumante e signore degli inganni — tormenta la città di Tollan con una serie di prodigi e tentazioni: danze che si trasformano in stragi, siccità e carestie, apparizioni ingannevoli. Huemac, incapace di arrestare la spirale di disgrazie, vede la sua città sprofondare nel caos nonostante il proprio potere regale.
L’esilio di Topiltzin. È durante il regno di Huemac che si consuma anche la vicenda del sovrano-sacerdote Ce Acatl Topiltzin Quetzalcoatl, ingannato da Tezcatlipoca e costretto all’esilio da Tollan: le due vicende, quella di Huemac e quella di Topiltzin, si intrecciano nella memoria nahua come i due volti della stessa caduta, quella della grande capitale tolteca.
La fine di un’epoca. Alla caduta di Tollan, alcune versioni della tradizione narrano che Huemac si ritiri in una grotta o scompaia misteriosamente, lasciando la città ai suoi conquistatori. Il suo regno resta nella memoria nahua come il punto di svolta tra l’età aurea tolteca e il mondo storico successivo, popolato dai popoli che, come i mexica, si sarebbero poi richiamati all’eredità di Tollan per legittimare il proprio potere.
La vicenda di Huemac, letta insieme a quella di Topiltzin, fissa nella mitologia nahua un’idea ricorrente: nessun regno, per quanto glorioso, è al riparo dagli inganni degli dèi quando la hybris o la sfortuna aprono la porta al caos.
Il regno di Huemac è tradizionalmente associato al periodo finale e turbolento della città di Tula, capitale tolteca, funestato secondo le fonti da una serie di calamità, carestie e presagi funesti che ne annunciavano il declino: i racconti nahua attribuiscono a Huemac decisioni sconsiderate e conflitti interni che avrebbero accelerato la caduta della città, in un mito che funziona anche come spiegazione retrospettiva del crollo di un potere storicamente reale.
Dopo la caduta di Tula, la tradizione vuole che Huemac si sia rifugiato altrove, in alcune versioni scomparendo misteriosamente in una grotta: questa fine avvolta nel mistero, comune a diversi sovrani-eroi mesoamericani nel momento della disfatta, contribuì ad alimentare voci e leggende sulla sua possibile sopravvivenza, un motivo narrativo che accompagna spesso i grandi governanti sconfitti nelle tradizioni orali mondiali.
La figura di Huemac occupa una posizione ambigua nelle fonti nahua successive, in bilico fra sovrano storico realmente esistito e personaggio in parte mitizzato retrospettivamente: questa ambiguità è comune a molte figure di transizione fra epoca tolteca ed epoca azteca, i cui resoconti ci sono giunti filtrati attraverso la memoria selettiva e le esigenze di legittimazione dei popoli successivi, in primis gli stessi Aztechi che si consideravano eredi diretti della gloria tolteca.
