Periodo storico
Credenza precolombiana, documentata etnograficamente dal XX secolo
Fonti
C. Allen, The Hold Life Has: Coca and Cultural Identity in an Andean Community (1988); Bernabé Cobo, Historia del Nuevo Mundo (XVII sec.)

Ccoa

Qua / Ccoa (quechua)
Felino sovrannaturale delle Ande associato a grandine e tempeste, legato a monti sacri (apu) e laghi d'alta quota, ancora propiziato nelle comunità andine contemporanee.

La ccoa (o qua) è un essere felino sovrannaturale della tradizione andina, descritto come un gatto selvatico dal manto grigio e dagli occhi da cui sprizzano grandine e lampi: vive nelle vette innevate e nei laghi d’alta quota, e la sua ira si manifesta in tempeste violente capaci di distruggere in poche ore un intero raccolto di patate o di mais, risorse su cui si fondava la sopravvivenza stessa delle comunità andine.

A differenza di Illapa, la divinità del fulmine venerata nel pantheon imperiale inca, la ccoa appartiene a un livello più locale e domestico della religiosità andina: è legata a un monte specifico (apu) o a un lago come il Titicaca, e le comunità contadine la propiziano ancora oggi con offerte rituali (pagos), rivolte anche alla madre terra Pachamama, per scongiurare grandinate che comprometterebbero la sopravvivenza del villaggio.

Gli studi etnografici condotti nella regione di Cuzco a partire dal XX secolo documentano la persistenza della ccoa come sopravvivenza di credenze precolombiane pienamente integrate nel cattolicesimo andino sincretico: la sua immagine felina la accosta simbolicamente al giaguaro, animale di potere in gran parte delle cosmologie andine e amazzoniche, pur restando una figura specificamente legata al clima e non alla regalità o alla guerra.

Alcuni informatori intervistati da antropologi novecenteschi descrivono rituali specifici per allontanare la ccoa nei periodi critici per il raccolto: la bruciatura di erbe aromatiche, l’accensione di fuochi ai margini dei campi e la recita di formule propiziatorie rivolte contemporaneamente all’apu locale e a Pachamama, in una pratica che intreccia timore concreto per il clima e devozione verso le potenze della montagna.

Ccoa nella cosmologia tripartita andina

La minacciosa natura di Ccoa trova una collocazione precisa nella visione tripartita del cosmo andino, articolata nei tre livelli di Hanan Pacha (il mondo superiore celeste), Kay Pacha (il mondo terreno degli uomini) e Uku Pacha (il mondo sotterraneo delle forze ctonie), un ordine cosmico rappresentato graficamente dal simbolo della Chakana. Come entità capace di scatenare grandine e tempeste dalle vette e dai laghi verso il mondo coltivato degli uomini, Ccoa incarna il rischio costante che le forze incontrollate della natura irrompano nell’ordine di Kay Pacha, sovvertendo l’equilibrio cosmico garantito dalle divinità superiori come Viracocha, il creatore ordinatore dell’universo incaico.

Questa tensione tra un ordine celeste superiore e minacce locali e imprevedibili spiega perché il culto di Ccoa sia rimasto per lo più confinato alla religiosità domestica e comunitaria dei villaggi andini, piuttosto che essere integrato nel pantheon ufficiale dello stato inca: mentre Viracocha e altre divinità maggiori garantivano l’ordine cosmico su scala imperiale, la propiziazione di Ccoa restava un affare concreto e quotidiano, affidato ai riti degli specialisti religiosi locali (paqo) per proteggere il singolo villaggio e i suoi raccolti dalle collere imprevedibili della montagna.

Dettagli
Tipologia
Habitat
Poteri e abilità
Punti deboli
Aspetto fisico
Tipo di creatura
Voci correlate
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