Periodo storico
Simbolo diffuso nella riscoperta andina del XX secolo; possibili radici precolombiane
Fonti
J. Bauer, Ancient Cuzco (2004); dibattito accademico su origine e autenticità storica del simbolo

La Chakana

Chakana (quechua)
Croce a gradini con dodici punte che rappresenta i tre mondi della cosmologia andina (celeste, terreno, sotterraneo), oggi emblema dell'identità andina contemporanea.

La chakana, comunemente detta croce andina, è una croce a gradini con dodici punte disposte simmetricamente attorno a un foro centrale, che nella cosmologia inca rappresenta la struttura tripartita dell’universo: il mondo superiore celeste (Hanan Pacha), il mondo terreno degli uomini (Kay Pacha) e il mondo sotterraneo (Uku Pacha), uniti e messi in comunicazione dal foro centrale del simbolo.

Le dodici punte della croce sono state variamente interpretate dagli studiosi come riferimento ai dodici mesi lunari, alle costellazioni della Via Lattea osservate dagli astronomi inca, o alle direzioni cardinali e intercardinali che strutturavano la divisione amministrativa dell’impero in quattro suyu (regioni) irradiantisi dalla capitale Cuzco – sebbene il legame diretto della chakana con l’iconografia inca storica documentata resti oggetto di un vivace dibattito accademico, poiché molte delle sue interpretazioni attuali derivano da ricostruzioni novecentesche più che da fonti coloniali dirette.

Nonostante questa incertezza filologica sulle origini precise del simbolo grafico, la chakana è oggi ampiamente adottata come emblema dell’identità andina contemporanea, presente su bandiere regionali, oggetti d’artigianato e monumenti pubblici in Perù, Bolivia ed Ecuador, spesso accostata a divinità come Inti nella riscoperta pubblica delle tradizioni precolombiane andine.

Va inoltre distinta dalla svastica andina, altro motivo geometrico a gradini talvolta confuso con la chakana nell’artigianato turistico contemporaneo ma di origine e significato culturale distinti: la confusione tra i due simboli, frequente nei mercati d’arte popolare, è un altro segno di come l’iconografia andina precolombiana sia stata rielaborata liberamente nel corso del Novecento per usi commerciali e identitari moderni.

La tripartizione cosmica nel culto quotidiano

La struttura a tre livelli racchiusa nella chakana non era un’astrazione puramente teologica, ma un ordine che permeava la vita religiosa quotidiana delle comunità andine: le stesse forze temute di Uku Pacha, come la Ccoa, il felino demoniaco capace di scatenare grandine e tempeste, venivano concepite come minacce che potevano irrompere dal livello sotterraneo verso il mondo coltivato di Kay Pacha, sovvertendo l’equilibrio che la croce a gradini rappresentava graficamente. La chakana funzionava dunque anche come promemoria visivo della fragilità di questo equilibrio, costantemente minacciato da forze che l’iconografia ufficiale imperiale tendeva invece a mostrare come pienamente dominate.

Non stupisce che il simbolo compaia con particolare frequenza nell’architettura e nei tessuti prodotti nella regione di Cuzco, capitale religiosa e amministrativa dell’impero, dove la cosmologia tripartita rappresentata dalla chakana si intrecciava direttamente con la geografia sacra della città, organizzata anch’essa secondo un sistema di linee (ceque) che collegavano simbolicamente il centro del potere temporale ai diversi livelli dell’ordine cosmico andino.

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