Periodo storico
Attestata nelle cronache coloniali e tuttora venerata nelle Ande contemporanee
Tipologia
Divinità maggiore
Domini
Riferimenti
Il suo culto sopravvive sincretizzato con la devozione mariana cattolica nelle comunità andine contemporanee
Fonti
Cronache coloniali spagnole (XVI-XVII secolo); pratiche rituali andine documentate dall'etnografia moderna; Historia del Nuevo Mundo di Bernabé Cobo (1653); rituale del Pago a la Tierra (tradizione andina vivente)

Pachamama

Pachamama (quechua, "madre terra")
Pachamama è la Madre Terra della religione andina, divinità della fertilità agricola, dei raccolti e della protezione del bestiame. A differenza di molte divinità del pantheon inca legate alla dinastia regnante, il suo culto contadino è sopravvissuto quasi intatto fino all'epoca contemporanea nelle comunità andine.

Pachamama, la Madre Terra della religione andina, è la divinità della fertilità agricola, dei raccolti e della protezione del bestiame. A differenza delle divinità celesti del pantheon ufficiale come Inti, legate alla legittimazione dinastica, Pachamama rappresenta il culto agricolo diffuso tra la popolazione contadina di tutte le Ande.

Le offerte rituali a Pachamama, chiamate pagos o despachos, includevano foglie di coca, chicha (birra di mais), grasso animale e piccoli oggetti simbolici, sepolti o bruciati per propiziare raccolti abbondanti e proteggere il bestiame dalle malattie.

A differenza di molte altre divinità inca il cui culto fu duramente represso o trasformato dopo la conquista spagnola, la devozione a Pachamama è sopravvissuta con notevole continuità fino ai giorni nostri, spesso sincretizzata con il culto mariano cattolico: in molte comunità andine contemporanee, le due figure di culto coesistono nella pratica religiosa quotidiana.

La sua venerazione non richiedeva necessariamente templi monumentali come quelli dedicati a Inti: ogni comunità, ogni campo coltivato e ogni montagna sacra (Apu) potevano essere luogo di offerta diretta alla dea, riflettendo la sua natura diffusa e quotidiana rispetto al culto solare più centralizzato e statale.

Il rituale più diffuso e tuttora praticato in suo onore è il Pago a la Tierra (“pagamento alla terra”), celebrato soprattutto il 1° agosto, giorno di apertura del mese rituale andino a lei dedicato: officiato da uno specialista rituale, il paqo (o yatiri), il rito consiste nel seppellire un’offerta (la mesa) composta da foglie di coca, dolci, lana colorata e piccoli oggetti simbolici, in un atto che incarna il principio cardine della cosmologia andina noto come ayni, la reciprocità: si dona alla terra affinché essa, a sua volta, doni raccolti e prosperità. A differenza di divinità antropomorfe come Gaia nella tradizione greca, Pachamama non viene generalmente immaginata con una forma umana definita, ma identificata direttamente con la terra stessa, le montagne sacre (Apu) e persino i singoli campi coltivati, una concezione più immanente che personificata. Tra le fonti coloniali più dettagliate sul suo culto vi è la Historia del Nuevo Mundo (1653) del gesuita Bernabé Cobo, che descrive minuziosamente i riti agricoli andini osservati nel Perù del XVII secolo.

Pachamama nella cosmologia tripartita andina

Nella visione cosmologica andina il mondo si articola in tre livelli comunicanti: lo Hanan Pacha, il regno superiore e celeste sede delle divinità solari e stellari; il Kay Pacha, il mondo intermedio abitato dagli uomini, dagli animali e dai raccolti; e lo Uku Pacha, il regno sotterraneo degli antenati e dei semi in attesa di germogliare. Pachamama è identificata proprio con il Kay Pacha, il livello di mezzo, e per questo funge da mediatrice naturale tra le potenze celesti e quelle sotterranee, ricevendo le offerte che permettono la circolazione vitale tra i tre piani dell’esistenza.

Dal culto ancestrale al riconoscimento giuridico contemporaneo

La devozione per Pachamama ha conosciuto negli ultimi decenni una sorprendente evoluzione istituzionale: nel 2008 l’Ecuador ha inserito nella propria Costituzione il riconoscimento dei diritti della natura, esplicitamente identificata con Pachamama, seguito nel 2010 dalla Bolivia con la Ley de Derechos de la Madre Tierra. Si tratta di un caso raro in cui una cosmologia indigena precolombiana ha influenzato direttamente il diritto costituzionale moderno, garantendo alla Terra, in quanto Pachamama, il diritto a essere rispettata nei propri cicli vitali e processi ecologici, ben oltre l’ambito puramente religioso o rituale.

Questa divinità è collegata anche a Illapa e Dee madri e della fertilità a confronto.

Dettagli
Dimora
La terra stessa, in particolare i campi coltivati e le montagne sacre (Apu) delle Ande
Animali sacri
Torna in alto