Periodo storico
Tradizione orale irlandese, attestata in forma scritta dal medioevo
Fonti
Thomas Crofton Croker, Fairy Legends and Traditions of the South of Ireland (1825); Patricia Lysaght, The Banshee: The Irish Death Messenger (1986)

Banshee

Bean sídhe (irlandese)
Spirito femminile del folklore irlandese il cui lamento notturno (keening) annuncia la morte imminente di un membro di una famiglia nobile, spesso legato ereditariamente a uno specifico casato.

La banshee (dall’irlandese bean sídhe, “donna delle colline fatate”) è, nel folklore irlandese e in misura minore in quello scozzese, uno spirito femminile il cui lamento straziante, udito nella notte, annuncia la morte imminente di un membro di una famiglia: non è quindi una creatura che causa la morte, ma piuttosto una messaggera che ne preannuncia l’arrivo, un lutto sonoro che precede quello reale.

Nella tradizione più antica la banshee non è una figura generica ma è legata a specifiche famiglie di antica e nobile stirpe irlandese: si riteneva che ogni grande casato avesse la propria banshee ereditaria, spesso identificata con lo spirito di un’antenata comune, che seguiva la discendenza attraverso le generazioni e si manifestava puntualmente ogni volta che uno dei suoi discendenti stava per morire, ovunque questi si trovasse, anche lontano dall’Irlanda.

Descritta variamente come una donna anziana dall’aspetto spettrale avvolta in un sudario grigio, oppure come una giovane bellissima dai lunghi capelli fluenti e dagli occhi arrossati dal pianto perenne, la banshee viene talvolta udita più che vista: il suo grido, chiamato caoineadh (da cui il termine inglese “keening”, il lamento funebre irlandese), riecheggia le pratiche rituali di lutto femminile realmente praticate nelle comunità irlandesi tradizionali, dove le donne intonavano lamenti funebri stilizzati durante le veglie ai defunti.

La banshee condivide con altre figure femminili della mitologia irlandese legate alla morte e al destino, come la dea della guerra Morrígan, capace anch’essa di manifestarsi come presagio di morte in battaglia, un ruolo di messaggera soprannaturale del lutto: mentre Morrígan agisce spesso direttamente sul campo di battaglia come dea della guerra e della sovranità, la banshee resta una figura più intima e domestica, legata non al destino di intere nazioni ma al lutto privato di una singola famiglia, un lamento che attraversa i secoli restando fedele a una sola stirpe.

Alcune versioni particolarmente cupe della leggenda raccontano che una banshee possa manifestarsi anche in gruppo, come un coro di più spiriti che piangono insieme: udire più voci contemporaneamente viene interpretato come segno che la persona destinata a morire è particolarmente santa o importante, un dettaglio che testimonia come la figura della banshee, pur restando radicata nell’ambito familiare e privato, conservi al tempo stesso una dimensione quasi cerimoniale, capace di riconoscere e onorare pubblicamente, attraverso l’intensità del proprio lamento, il valore della persona che sta per lasciare il mondo dei vivi.

La corsa fatale di Macha: un altro presagio di morte legato al galoppo

Il lamento della banshee trova un parallelo suggestivo in La corsa dei cavalli di Macha, dove una maledizione pronunciata da una figura femminile sovrannaturale ricade sugli uomini dell’Ulster per generazioni: in entrambi i casi una donna dal potere ambiguo, insieme vittima e vendicatrice, lega il proprio grido o la propria sofferenza al destino di un intero gruppo di discendenti, trasformando un torto subito in una condanna ereditaria che attraversa i secoli. La differenza sta nella modalità: dove Macha agisce una sola volta con una maledizione pubblica e collettiva, la banshee ripete il proprio ammonimento privato a ogni nuova morte, generazione dopo generazione, come un rito domestico piuttosto che come un evento storico isolato.

Il corteo dei morti: la banshee tra altre figure del lutto irlandese

Il folklore irlandese colloca la banshee in una compagnia più vasta di presagi e figure legate al trapasso, tra cui il coiste bodhar, il “carro silenzioso” trainato da cavalli senza testa che si dice venga a raccogliere l’anima del moribondo, e il dullahan, cavaliere decapitato che porta la propria testa sotto il braccio come araldo mortale: nessuna di queste figure ha ancora una scheda propria nell’enciclopedia, ma insieme disegnano un intero apparato immaginativo della morte annunciata, in cui il suono (il lamento della banshee) precede sempre la vista (l’apparizione del carro o del cavaliere), come se l’udito restasse, nella sensibilità irlandese, il senso più affidabile per riconoscere l’avvicinarsi dell’aldilà.

Dettagli
Tipologia
Habitat
Poteri e abilità
Punti deboli
Aspetto fisico
Tipo di creatura
Voci correlate
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