Snorri Sturluson

Snorri Sturluson (1179-1241) fu uno storico, poeta e politico islandese, la figura singola a cui dobbiamo la sopravvivenza di gran parte di ciò che oggi sappiamo sulla mitologia norrena. Nato nella potente famiglia degli Sturlungar, crebbe nella tenuta di Oddi, allora uno dei principali centri di cultura e apprendimento dell’Islanda, dove ricevette un’educazione approfondita nelle tradizioni orali norrene, nella poesia scaldica e nel diritto.

La sua opera più influente per lo studio della mitologia è l’Edda in prosa (o Edda di Snorri), un manuale destinato ai giovani poeti scaldi islandesi che intendeva insegnare loro l’arte della composizione poetica tradizionale, ormai minacciata dal declino del paganesimo e dall’affermarsi della cultura cristiana. Per spiegare le complesse metafore poetiche (kenningar) che costellavano la poesia scaldica, Snorri fu costretto a raccontare per esteso i miti a cui esse alludevano, producendo così la fonte più organica e sistematica che possediamo sulle divinità norrene, dalla creazione del mondo dal corpo di Ymir fino al Ragnarök.

La seconda grande opera di Snorri, la Heimskringla, è una monumentale storia dei re di Norvegia dalle origini leggendarie fino al 1177, che intreccia materiale storico documentabile con tradizioni orali, genealogie leggendarie e, nelle sue sezioni più antiche, elementi apertamente mitologici che collegano le dinastie regali norvegesi a un’origine divina attraverso la stirpe degli Ynglingar, discendenti secondo la tradizione dal dio Freyr.

Snorri operava in un momento storico delicato: l’Islanda cristianizzata da due secoli manteneva comunque un vivo interesse antiquario per il proprio passato pagano, non per ragioni religiose ma come patrimonio culturale e identitario. Questo doppio sguardo, insieme partecipe e distanziato, permea tutta la sua opera: Snorri racconta i miti degli dei norreni con dettaglio e rispetto per la tradizione poetica, ma li inquadra anche in una cornice euhemerista, presentando talvolta le divinità norrene come antichi re e capi umani in seguito divinizzati dalla memoria popolare, una strategia che gli permetteva di conciliare l’amore per la tradizione con la sua fede cristiana.

Politicamente, Snorri fu una figura potente e controversa, due volte lögsögumaður (portavoce della legge, la carica più prestigiosa dell’Islanda del Commonwealth) e coinvolto nelle complesse trame di potere tra l’aristocrazia islandese e la corona norvegese. Morì assassinato nel 1241 nella propria abitazione a Reykholt, per ordine implicito del re Håkon IV di Norvegia, vittima delle stesse rivalità politiche che avevano attraversato la sua vita. Senza il suo lavoro di sistematizzazione, gran parte della mitologia norrena oggi conosciuta sarebbe andata perduta insieme al mondo orale che l’aveva generata.

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