Periodo storico
Fonti
Karl Neuenfeldt (a cura di), 'The Didjeridu: From Arnhem Land to Internet' (1997); AIATSIS

Yidaki (Didgeridoo)

Yidaki
Strumento a fiato in legno di eucalipto delle nazioni Yolŋu della Terra di Arnhem, noto internazionalmente come didgeridoo.

Yidaki è il termine con cui le nazioni Yolŋu della Terra di Arnhem nordorientale designano lo strumento a fiato conosciuto a livello internazionale come didgeridoo, oggi tra i simboli sonori più riconosciuti della cultura aborigena australiana. Ricavato da rami di eucalipto naturalmente svuotati dalle termiti, lo Yidaki viene rifinito dagli artigiani Yolŋu rimuovendo la corteccia, levigando l’interno e applicando spesso un bocchino in cera d’api, secondo tecniche tramandate all’interno di specifiche famiglie e clan.

Il suono dello Yidaki, un ronzio continuo e profondo ottenuto attraverso la tecnica della respirazione circolare, accompagna tradizionalmente canti cerimoniali e danze nelle nazioni Yolŋu, in contesti sociali che vanno da eventi comunitari più aperti a cerimonie con partecipazione regolata secondo ruolo, età e genere. Come per molti aspetti della cultura cerimoniale aborigena australiana, non tutte le occasioni e i repertori legati allo Yidaki sono destinati alla condivisione pubblica, e questa voce si limita a descriverne gli aspetti generali già ampiamente documentati nella letteratura musicologica e antropologica pubblica.

È importante evitare di usare il termine generico “didgeridoo” come se descrivesse un’unica tradizione pan-aborigena uniforme: lo strumento, nelle sue diverse forme e nomi locali, è tradizionalmente associato in modo specifico alle nazioni della Terra di Arnhem settentrionale, mentre la sua adozione in altre regioni dell’Australia aborigena è per lo più un fenomeno più recente, legato alla diffusione commerciale e turistica dello strumento nel corso del XX secolo.

Gli studi musicologici, tra cui la raccolta curata da Karl Neuenfeldt, hanno documentato sia gli aspetti tecnici della costruzione e dell’esecuzione dello Yidaki, sia le sue trasformazioni nel contesto della musica contemporanea, dove artisti Yolŋu e non aborigeni lo hanno integrato in generi che spaziano dal jazz alla musica elettronica, sollevando anche dibattiti, tuttora aperti nelle comunità Yolŋu, sull’uso appropriato dello strumento al di fuori del suo contesto cerimoniale originario.

Geograficamente, la tradizione dello Yidaki si colloca nella stessa più ampia regione della Terra di Arnhem che include anche Kakadu, pur appartenendo a nazioni e tradizioni cerimoniali distinte rispetto ai popoli Bininj e Mungguy custodi di quel territorio più a ovest: un promemoria di quanto anche all’interno di un’unica macroregione dell’Australia aborigena convivano tradizioni musicali, linguistiche e cerimoniali profondamente differenziate.

Oggi lo Yidaki resta un elemento centrale dell’identità culturale Yolŋu, tutelato anche attraverso iniziative di certificazione dell’autenticità promosse dalle stesse comunità produttrici, volte a distinguere gli strumenti realizzati secondo la tradizione da quelli prodotti industrialmente per il mercato turistico internazionale.

La costruzione tradizionale di uno Yidaki comincia con l’individuazione, da parte di artigiani esperti, di un ramo di eucalipto adatto: il processo richiede la capacità di riconoscere, semplicemente battendo o ascoltando il legno, quali rami siano stati sufficientemente svuotati dalle termiti senza comprometterne la resistenza strutturale, una competenza che si acquisisce con anni di pratica sul territorio e che resta strettamente legata alla conoscenza ecologica locale delle nazioni Yolŋu.

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