Kakadu è un vasto territorio della Terra di Arnhem occidentale, nel Territorio del Nord australiano, abitato e custodito dai popoli Bininj (a nord) e Mungguy (a sud), le cui nazioni comprendono, tra le altre, i Kunwinjku. Dal 1981 l’area è iscritta nella Lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO, con un riconoscimento esteso nel tempo sia ai valori naturali — ecosistemi umidi, altipiani e biodiversità uniche — sia ai valori culturali, in ragione di una delle sequenze di arte rupestre più lunghe e meglio documentate al mondo, alcune delle cui immagini raffigurano gli spiriti Mimi.
Il parco nazionale di Kakadu, istituito a partire dal 1979, è tra i pochi al mondo gestiti secondo un modello di gestione congiunta tra i proprietari tradizionali aborigeni e l’ente federale dei parchi nazionali australiani, Parks Australia. Gran parte del territorio del parco è di proprietà aborigena secondo il titolo fondiario riconosciuto dalla legge australiana, e viene concesso in locazione all’ente parchi affinché sia amministrato in collaborazione con le comunità Bininj e Mungguy, che partecipano attivamente alle decisioni gestionali quotidiane e alla programmazione culturale.
I siti di arte rupestre di Kakadu, in particolare quelli di Ubirr e Nourlangie, documentano migliaia di anni di occupazione continuativa del territorio, con stili pittorici che si sono succeduti e sovrapposti nel tempo: dalle figure filiformi più antiche fino agli stili successivi a raggi X, che raffigurano l’anatomia interna di pesci e altri animali con grande dettaglio. Questa stratificazione visiva ha permesso agli studiosi di ricostruire, in collaborazione con le comunità custodi, una cronologia relativa delle tradizioni artistiche della regione, tra le più studiate al mondo per la loro continuità.
La gestione culturale di Kakadu comprende anche la trasmissione di conoscenze ecologiche tradizionali, come le pratiche di gestione del fuoco (cultural burning), utilizzate dai Bininj e Mungguy per generazioni per favorire la biodiversità e prevenire incendi incontrollati durante la stagione secca. Negli ultimi decenni queste pratiche sono state progressivamente reintegrate nella gestione ufficiale del parco, in un esempio riconosciuto a livello internazionale di collaborazione tra conoscenza ecologica tradizionale e gestione ambientale contemporanea.
Come altri paesaggi sacri della Terra di Arnhem occidentale, Kakadu ospita anche narrazioni relative a Ngalyod, il Serpente Arcobaleno venerato dal popolo Kunwinjku: pur condividendo con Kakadu lo stesso ampio contesto culturale regionale, le tradizioni specifiche legate a Ngalyod restano distinte da quelle relative ai singoli siti di arte rupestre, ciascuno con il proprio corpus di racconti e la propria storia di custodia.
Oggi Kakadu rappresenta uno dei principali esempi al mondo di gestione congiunta tra popoli indigeni ed enti statali per la tutela di un territorio a doppio valore, naturale e culturale, e continua a essere un luogo di vita, cerimonia e trasmissione culturale per le comunità Bininj e Mungguy che lo abitano.
Oltre ai celebri siti di Ubirr e Nourlangie, il territorio di Kakadu comprende una straordinaria varietà di ambienti, dalle pianure alluvionali stagionalmente allagate agli altipiani rocciosi dell’Arnhem Land Plateau, ciascuno associato nella tradizione Bininj e Mungguy a specifiche responsabilità di cura e a particolari conoscenze stagionali, spesso descritte attraverso un calendario locale che riconosce sei stagioni distinte anziché le quattro convenzionali, un sistema che riflette osservazioni ecologiche accumulate nel corso di generazioni.
