Periodo storico
Tradizione precoloniale, documentata dagli europei dal XVIII secolo
Fonti
J. Cook, diari di viaggio (1769); S. Mallon, Samoan Tatau as Global Practice (2005)

Il Tatau

Tatau (samoano/tahitiano)
Il tatuaggio rituale polinesiano, origine della parola 'tattoo', che registra genealogia, rango e imprese: rito di passaggio prolungato eseguito da maestri tuffuga specializzati.

Il tatau è la pratica tradizionale polinesiana di tatuaggio rituale, da cui deriva direttamente la parola inglese e poi internazionale ‘tattoo’, diffusasi in Occidente dopo i viaggi del capitano James Cook nel Pacifico nel XVIII secolo. Ogni disegno, applicato tradizionalmente con pettini d’osso o di tartaruga percossi da un piccolo martello, non è mera decorazione ma un testo visivo che registra genealogia, rango sociale, imprese e appartenenza tribale di chi lo porta.

Nelle Samoa e in altre società polinesiane, ricevere il tatau completo (il pe’a per gli uomini, il malu per le donne) era ed è ancora un rito di passaggio doloroso e prolungato, spesso della durata di settimane, che richiede resistenza fisica e determinazione: interrompere la sessione prima del completamento veniva tradizionalmente considerato un disonore permanente per l’intera famiglia del tatuato.

Il tuffuga ta tatau, il maestro tatuatore, occupa una posizione sociale di grande prestigio e trasmette la propria conoscenza rituale e tecnica solo all’interno di specifici lignaggi familiari; motivi come il Tiki e altri simboli cosmologici polinesiani ricorrono frequentemente nei disegni tradizionali, rendendo il tatau anche un veicolo di trasmissione della mitologia stessa sul corpo vivente della persona.

La pratica venne severamente proibita dai missionari cristiani europei nel corso del XIX secolo in gran parte della Polinesia, sopravvivendo clandestinamente o in forma attenuata solo in alcune isole come Samoa, dove la tradizione del pe’a non si è mai completamente interrotta: la rinascita culturale polinesiana degli ultimi decenni ha riportato il tatau, e le tecniche manuali tradizionali che lo accompagnano, a un ruolo centrale di orgoglio identitario in tutto il Pacifico.

Origine divina del tatuaggio e legame genealogico

Diverse tradizioni orali polinesiane fanno risalire l’origine del tatau a un dono o a un’invenzione divina: alcune versioni la attribuiscono a due dee gemelle giunte dalle Fiji che insegnarono l’arte alle donne samoane, mentre in altre isole il tatuaggio viene collegato al dominio di Tangaroa, la divinità del mare da cui discendono per via genealogica molte casate regnanti: portare sulla pelle i motivi tradizionali significava dunque rendere visibile, in modo permanente, la propria discendenza da antenati e divinità fondatrici.

Gli strumenti stessi utilizzati per il tatau, pettini d’osso intagliato spesso ricavati da legni sacri associati a Tane, signore delle foreste, rinforzavano ulteriormente questo legame tra corpo umano, materia naturale e ordine cosmico d’origine divina: il dolore stesso della cerimonia veniva interpretato come un pegno pagato agli antenati, un prezzo necessario per essere accolti a pieno titolo nella genealogia vivente della comunità.

Dettagli
Significato
Rappresentazioni visive
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