Periodo storico
Periodo Classico Maya, apice nel VII secolo d.C. sotto K’inich Janaab’ Pakal
Fonti
Iscrizioni geroglifiche del Tempio delle Iscrizioni e del Tempio del Sole; rapporti archeologici di Alberto Ruz Lhuillier (1952)

Palenque

Lakamha'
Palenque è una città Maya del Chiapas, celebre per la tomba di Pakal e il Tempio del Sole dedicato a Kinich Ahau.

Palenque, il cui nome antico era Lakamha’ (“Grande Acqua”), è una delle città Maya più raffinate del Periodo Classico, adagiata sulle prime colline della Sierra del Chiapas messicano dove la foresta pluviale incontra le pianure del Golfo del Messico: celebre per la qualità scultorea dei suoi rilievi in stucco e per la precisione dei suoi testi geroglifici, che hanno permesso agli epigrafisti di ricostruire con dettaglio raro la storia dinastica di una città-stato Maya.

Il monumento più famoso di Palenque è il Tempio delle Iscrizioni, una piramide a gradoni che custodisce nel suo cuore la tomba del sovrano K’inich Janaab’ Pakal, scoperta nel 1952 dall’archeologo messicano Alberto Ruz Lhuillier: il sarcofago di Pakal, coperto da una lastra scolpita che raffigura il re nel momento della sua discesa negli inferi, rappresenta una delle testimonianze più straordinarie dell’arte funeraria Maya mai rinvenute.

Non lontano dal Tempio delle Iscrizioni sorge il Tempio del Sole, dedicato al culto solare di Kinich Ahau: il suo pannello interno raffigura uno scudo cerimoniale incrociato con lance sopra il volto stilizzato del dio giaguaro, un’immagine che univa la potenza militare della dinastia regnante alla legittimazione religiosa garantita dal patronato solare.

Il complesso palaziale di Palenque, dominato dalla sua caratteristica torre a quattro piani unica nel panorama dell’architettura Maya, probabilmente utilizzata come osservatorio astronomico per seguire il percorso del sole nei solstizi, testimonia il livello di sofisticazione raggiunto dagli architetti e astronomi di corte, capaci di integrare precise osservazioni celesti nella progettazione urbanistica della città.

Sotto il regno di K’inich Janaab’ Pakal e di suo figlio K’inich Kan Bahlam II, nel VII secolo, Palenque raggiunse l’apice della propria potenza politica, imponendo la propria influenza su una vasta area della regione occidentale Maya e intrattenendo al contempo relazioni diplomatiche e conflittuali con le potenti città rivali di Calakmul e Tikal, in un equilibrio di alleanze mutevoli tipico della politica interstatale Maya del Classico.

Abbandonata gradualmente tra la fine dell’VIII e l’inizio del IX secolo, insieme a molte altre città delle pianure meridionali Maya durante il cosiddetto “collasso classico”, Palenque fu riscoperta dagli esploratori europei nel XVIII secolo e resta oggi uno dei siti archeologici più visitati e studiati del Messico, patrimonio dell’umanità UNESCO dal 1987.

Gli scultori di Palenque svilupparono uno stile distintivo di stucco modellato dalle linee morbide e naturalistiche, ben diverso dalla rigidità geometrica di altre città Maya, dedicando pannelli narrativi complessi alla genealogia dinastica: il Pannello del Tempio della Croce, ad esempio, racconta un mito cosmogonico locale che colloca l’incoronazione di Pakal in continuità diretta con gli dèi creatori del mondo, rafforzando la sacralità del suo governo.

Il culto di Palenque si inseriva nella cornice più ampia della cosmologia Maya condivisa da tutta la regione, che riconosceva in Itzamná il grande dio creatore e patrono della scrittura e della sapienza, venerato in forme diverse da città a città ma sempre presente come sfondo teologico comune alle dinastie regnanti delle pianure Maya.

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