Calakmul, immersa nel cuore della foresta pluviale della penisola dello Yucatán, nell’attuale stato messicano di Campeche, fu una delle due superpotenze rivali del mondo Maya classico, capitale del potente regno di Kaan (“del Serpente”), la cui influenza politica e militare si estese per secoli su gran parte delle pianure centrali, contendendo apertamente l’egemonia regionale alla rivale Tikal.
La rivalità tra Calakmul e Tikal, documentata attraverso centinaia di iscrizioni geroglifiche su stele e altari, costituisce uno dei capitoli meglio ricostruiti della storia politica Maya: le due città si contesero per secoli alleanze, matrimoni dinastici e vassallaggi di città minori, in una rete di conflitti che gli epigrafisti hanno paragonato a un vero e proprio sistema di relazioni internazionali su scala regionale, con vittorie e sconfitte alterne registrate meticolosamente dai rispettivi scribi di corte.
Il momento di massima gloria di Calakmul giunse nel VI e VII secolo, quando sovrani come Yuknoom Ch’een il Grande estesero la rete di alleanze del regno Kaan fino a includere decine di città vassalle, arrivando persino a infliggere sconfitte dirette a Tikal e a insediare sovrani fedeli su troni rivali, in quella che gli storici considerano l’apice dell’espansionismo politico Maya del Periodo Classico.
Il sito archeologico si distingue per le sue due piramidi gemelle monumentali, tra le più grandi mai costruite dai Maya, e per un’eccezionale quantità di stele scolpite, oltre cento, che rappresenta una delle collezioni epigrafiche più ricche dell’intera area maya, fondamentale per ricostruire cronologie dinastiche altrimenti perdute.
La fauna e la biodiversità che oggi circondano le rovine di Calakmul, protette all’interno di un’ampia riserva della biosfera, restituiscono un’idea vivida di come l’ambiente naturale della foresta tropicale avesse permeato profondamente la cosmologia e l’economia di sussistenza delle città Maya classiche, in un equilibrio fragile tra sfruttamento agricolo intensivo e conservazione delle risorse silvestri.
Come molte altre città delle pianure centrali, anche Calakmul conobbe un progressivo declino politico e demografico tra la fine dell’VIII e il IX secolo, nell’ambito del collasso generale della civiltà Maya classica; riscoperta e mappata solo nel 1931 dal botanico Cyrus Lundell, la città è oggi patrimonio dell’umanità UNESCO, apprezzata sia per il suo valore archeologico sia per la sua eccezionale integrazione con l’ecosistema forestale circostante.
Gli archeologi hanno anche individuato a Calakmul una notevole quantità di tombe reali riccamente corredate, tra cui spiccano maschere funerarie in mosaico di giada che testimoniano la ricchezza e il prestigio della corte Kaan; il confronto tra questi corredi e quelli di Palenque permette agli studiosi di ricostruire con precisione le differenze stilistiche tra le botteghe artistiche delle due città rivali.
