Periodo storico
Folklore popolare slavo
Fonti
Folklore popolare ucraino e russo

Lysa Gora

Lysa Gora
Luogo leggendario di ritrovo delle streghe nel folklore slavo.

Lysa Gora, letteralmente “Montagna Calva”, è il nome che ricorre in numerose tradizioni popolari slave per indicare un luogo elevato e privo di vegetazione, considerato il punto di ritrovo per antonomasia delle streghe durante il sabba notturno, in particolare nella notte di Ivan Kupala e nella vigilia di San Giorgio. Diverse alture reali, dalla Russia all’Ucraina, hanno storicamente rivendicato questa identificazione leggendaria.

Secondo la tradizione popolare, le streghe raggiungono la Lysa Gora volando su manici di scopa, setacci o direttamente in groppa a esseri demoniaci, per partecipare a un raduno presieduto da una figura maligna centrale, spesso identificata con lo stesso diavolo cristiano ma che conserva tratti chiaramente sovrapposti a più antiche figure della demonologia slava precristiana legate al mondo sotterraneo e alla notte.

La montagna di Kiev che porta questo nome è probabilmente la più celebre delle Lysa Gora slave, situata non lontano dai luoghi storicamente associati al culto pagano della città prima della cristianizzazione: una vicinanza geografica che gli studiosi di folklore considerano tutt’altro che casuale, poiché i luoghi di antico culto pagano vennero spesso ridipinti nella tradizione cristiana successiva come sedi di pratiche demoniache.

Il compositore Modest Musorgskij trasse ispirazione proprio dalle leggende sulla Lysa Gora kieviana per la sua celebre composizione orchestrale “Una notte sul Monte Calvo”, contribuendo non poco, in epoca moderna, a diffondere e fissare nell’immaginario internazionale l’immagine di questo luogo come teatro per eccellenza del sabba delle streghe slave.

Al di là della specifica localizzazione, la figura della Lysa Gora come categoria di luogo — più che come sito unico e determinato — rivela un pattern ricorrente nel folklore slavo: la montagna spoglia, priva della protezione della vegetazione, diventa il punto di massima esposizione al soprannaturale, un confine liminale tra il mondo ordinato degli uomini e le forze incontrollate della notte.

Varianti del toponimo Lysa Gora compaiono anche in Polonia, dove una montagna omonima nei Monti Santacroce ospita tuttora un antico monastero costruito, secondo la tradizione locale, proprio sopra un precedente sito di culto pagano: un ulteriore esempio di come la geografia sacra slava precristiana sia stata sistematicamente reinterpretata, piuttosto che cancellata, dalla successiva sovrapposizione religiosa cristiana.

Il motivo del volo notturno verso la montagna spoglia condivide alcuni elementi strutturali con altre tradizioni europee del sabba, ma nel contesto slavo si intreccia specificamente con la memoria di antichi riti agrari legati al fuoco e alla notte di mezza estate, mostrando come la demonizzazione cristiana abbia spesso riutilizzato calendari e luoghi già sacri, piuttosto che inventare da zero una nuova geografia del soprannaturale.

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