A poche decine di chilometri da Uluru, nel deserto centrale dell’Australia, si trova Kata Tjuta, un gruppo di 36 grandi cupole rocciose di arenaria conglomeratica che il popolo Anangu considera parte dello stesso sistema di terra sacra a cui appartiene Uluru, custodito dalle stesse leggi e dagli stessi diritti di narrazione tramandati per generazioni.
Il nome Kata Tjuta significa letteralmente molte teste, un riferimento diretto all’aspetto delle cupole che si stagliano sull’orizzonte del deserto come un gruppo di grandi forme arrotondate, distinte dalla singola massa compatta di Uluru pur condividendo con essa la stessa origine geologica e la stessa importanza cerimoniale per gli Anangu. Diverse Tjukurpa, le vie ancestrali del Tempo del Sogno, attraversano e collegano tra loro le formazioni di Kata Tjuta, e alcune di queste narrazioni proseguono direttamente verso Uluru, intrecciando i due siti in un’unica rete di racconto e di legge.
A differenza di Uluru, la cui narrazione pubblica piu nota riguarda lo scontro tra Kuniya e Liru, buona parte delle narrazioni specifiche legate a Kata Tjuta appartengono alla conoscenza cerimoniale maschile e restano riservate agli iniziati, non pubblicate ne divulgate al di fuori della comunita Anangu: questo e un elemento importante da riconoscere nel presentare il sito, poiche la reticenza delle fonti pubbliche su Kata Tjuta non e un vuoto informativo casuale ma il rispetto di un confine culturale attivamente mantenuto.
Come le vie percorse dai Wati Kutjara nel deserto occidentale, anche le narrazioni di Kata Tjuta collegano racconto e geografia in un’unica trama continua, dove ogni cupola, ogni gola e ogni sorgente corrisponde a un episodio specifico custodito dalla legge Anangu. Il sito e oggi parte dello stesso parco nazionale che include Uluru, gestito in collaborazione tra il governo australiano e i proprietari tradizionali Anangu, un accordo che riconosce formalmente la titolarita culturale del popolo sulla propria terra.
Il rispetto della riservatezza su gran parte delle narrazioni di Kata Tjuta e coerente con un principio diffuso in molte tradizioni aborigene australiane, secondo cui non tutta la conoscenza sacra e destinata a una circolazione pubblica: alcuni racconti restano legati a un genere (spesso quello maschile per Kata Tjuta), a un’eta o a un grado di iniziazione specifico, e la loro trasmissione avviene solo all’interno di contesti rituali appropriati. Le fonti accademiche e museali che trattano il sito riconoscono esplicitamente questo limite, presentando informazioni generali sulla geologia, la gestione del parco e il significato complessivo del luogo senza tentare di colmare il vuoto con dettagli narrativi non autorizzati.
Geologicamente, Kata Tjuta condivide con Uluru la stessa origine, formatasi dalla stessa massa di sedimenti depositati centinaia di milioni di anni fa e poi sollevata ed eroso in modo differente nel corso del tempo: mentre Uluru resta un unico blocco compatto, la roccia di Kata Tjuta si e fratturata in modo naturale lungo linee di debolezza, dando origine alle molte cupole separate che oggi caratterizzano il sito e che i visitatori possono osservare percorrendo i sentieri pubblici del parco.
