Cruachan, oggi identificata con il complesso archeologico di Rathcroghan nella contea di Roscommon, era la capitale rituale e mitica del Connacht, la provincia occidentale dell’Irlanda, e sede della corte della regina Medb e di suo marito Ailill mac Máta. Il sito comprende oltre sessanta monumenti archeologici distribuiti su un’area di diversi chilometri quadrati, tra cui tumuli funerari, ring-fort cerimoniali e la celebre Oweynagat, la “Grotta dei Gatti”, una caverna naturale considerata dalla tradizione una delle porte d’accesso all’Altro Mondo irlandese.
È da Cruachan che prende avvio l’evento narrativo più importante del Ciclo dell’Ulster: la disputa tra Medb e Ailill su chi dei due possieda più ricchezze, che porta alla scoperta che l’unico bene a mantenere in equilibrio il patrimonio della coppia è il possesso di un toro eccezionale, il Donn Cúailnge. La decisione di Medb di conquistare quel toro con la forza, radunando un esercito per invadere l’Ulster, è l’evento scatenante dell’intera Táin Bó Cúailnge, l’epopea che vede il giovane eroe Cú Chulainn difendere da solo i confini del proprio regno contro l’esercito connacht in marcia proprio da questa reggia.
Oweynagat occupa un posto particolare nel folklore del sito: si narra che da questa caverna emergessero creature mostruose durante la notte di Samhain, tra cui uccelli dal fiato velenoso capaci di appassire i raccolti e il triplice mostro Ellén Trechend, e che la stessa dea della sovranità e della guerra, Morrígan, vi facesse la sua dimora, emergendo da essa per condurre il proprio bestiame attraverso l’Irlanda in una delle sue manifestazioni più antiche e meno addomesticate.
Come sede regale, Cruachan svolgeva per il Connacht una funzione analoga a quella che Tara svolgeva per l’intera isola: un luogo dove il potere politico si intrecciava indissolubilmente con la legittimità rituale e con l’accesso privilegiato al sacro. Le cronache medievali, pur scritte secoli dopo gli eventi che narrano, trattano Cruachan come un luogo reale e verificabile, e gli scavi archeologici moderni hanno confermato che il sito fu effettivamente un centro cerimoniale di primaria importanza per gran parte della preistoria e della protostoria irlandese.
La combinazione unica, a Cruachan, di una reggia terrena governata da una regina guerriera memorabile e di una porta diretta verso il mondo soprannaturale rende il sito un caso emblematico di come la geografia irlandese pre-cristiana non separasse nettamente lo spazio politico da quello mitico: governare da Cruachan significava, nell’immaginario della tradizione, vivere permanentemente sulla soglia tra il regno degli uomini e quello degli spiriti.
Il nome stesso di Cruachan, che secondo alcune interpretazioni etimologiche richiama l’idea di un tumulo o di una collina rotonda, sottolinea come il sito fosse percepito anzitutto come un rilievo naturale investito di significato sacro prima ancora che come una costruzione umana: una collina che la comunità aveva scelto, o riconosciuto, come luogo dove il confine tra la terra coltivata e il regno invisibile si assottigliava fino quasi a scomparire, specialmente nelle notti dell’anno considerate più instabili, come Samhain.
